Il ministro Corrado Passera sta per rendere noto il contenuto “Dl sugli incentivi ed il rilancio delle infrastrutture”. Conoscendo il personaggio è normale che le associazioni ambientaliste mostrino qualche preoccupazione. A ben vedere, tali perplessità sono anche piuttosto fondate, a meno a leggere le rivelazioni preoccupanti fatte oggi dai senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta:

Nel decreto sugli incentivi e il rilancio delle infrastrutture, ormai quasi pronto, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera intende dare semaforo verde per le trivellazioni petrolifere e gasiere selvagge nei mari italiani, con un limite per gli interventi off shore che passa da 12 a 5 miglia marine, praticamente sottocosta.

Insomma, Corrado Passera vorrebbe portare le trivelle a pochissimi chilometri dalle coste, in spregio non solo alle bellezze paesaggistiche, ma alla stessa disgrazia del Golfo del Messico. In soli due anni, come notano i due senatori, la paura di incidenti simili è scemata a tal punto da permettere ad un ministro proposte del genere:

I rischi economici sono importanti e i vantaggi minimi. Anche se estraessimo le 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, ai consumi attuali li esauriremmo in soli 55 giorni. Non possiamo continuare a costruire capannoni che non si tengono in piedi appena si è appannata la memoria dell’ultimo terremoto e a trasformare il Mediterraneo in una groviera due anni dopo l’esplosione della piattaforma della Bp.

I due senatori del PD concludono notando come siano possibili alternative a basso impatto ecologico, come l’estrazione del biometano dal mare. Dal canto nostro ci piacerebbe vedere lo stesso accanimento contro l’ipotesi di trivelle nelle Tremiti e dell’eolico off-shore a largo del Golfo dell’Asinara. A prescindere dal decreto, sicuramente grave, in mente a Passera, la situazione attuale è già potenzialmente disastrosa: se andassero in porto tutti progetti di trivelle attualmente in discussione, alcune delle zone più belle d’Italia sarebbero deturpate ed esposte al perpetuo rischio marea nera.

1 giugno 2012
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I vostri commenti
Guidi49, lunedì 4 giugno 2012 alle10:32 ha scritto: rispondi »

Mi sembra una stronzata come tante altre cose dette dal Ministro. Una per tutte: sono pronti i rimborsi iva per le imprese. Ma dove????

Guido Grassadonio, sabato 2 giugno 2012 alle20:08 ha scritto: rispondi »

 è possibile  estrarre il biometano anche dalle alghe. Credo che i due senatori si riferissero a quest'opportunità.

Davide, sabato 2 giugno 2012 alle10:31 ha scritto: rispondi »

Concordo pienamente con le posizioni espresse dai due senatori del PD contro le trivellazioni petrolifere vicino alle coste. Mi preme solo appuntare che nell'articolo c'è una imprecisione riguardo al biometano, che in questo non fa riferimento a una risorsa estraibile dal mare ma ad una risorsa rinnovabile ottenibile dal settore agricolo, dove l'avvio a digestione anaerobica di matrici organiche quali effluenti degli allevamenti, scarti agricoli o colture dedicate permettono tra l'altro di fornire un introito aggiuntivo alle aziende, nell'ottica della cosiddetta agricoltura multifunzionale e a difesa degli imprenditori contro la crisi.   

Elettro Pievese, sabato 2 giugno 2012 alle9:47 ha scritto: rispondi »

siamo persone responsabili o persone insensibili a qualsiasi approvazione di questa gentaglia.Secondo un mio modestissimo parere ha ragione Grillo.mandiamoli a casa e facciamo una piccola norimberga

Nadiadario, sabato 2 giugno 2012 alle9:25 ha scritto: rispondi »

A parte il controsenso di tale progetto con quello già in atto per favorire l'impiego del rinnovabile in questi casi non esiste progetto a basso impatto ambientale che tenga. E' solo una porcheria e basta. Si parla di messa in sicurezza del territorio e invece di puntare sulle tecnologie antisismiche, del rinnovabile o di politiche dirette ad evitare  il disboscamento selvaggio o le costruzioni abusive o ancora la messa a nuovo dei nostri monumenti andiamo a incrementare l'inquinamento. Senza contare le conseguenze nel lungo periodo in una logica di continuità parola chiave di questo governo.

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