Pasquetta: tradizioni, origini e significato

Le celebrazioni del periodo pasquale non si esauriscono con i ricchi pranzi di Pasqua, ma proseguono anche il giorno successivo, con la consueta Pasquetta. Conosciuta anche come Lunedì dell’Angelo, tradizione vuole che questa giornata sia dedicata al riposo e alla compagnia delle persone care, magari con una scampagnata, una gita fuori porta oppure il classico pic-nic sul prato. Ma da dove ha origine questa usanza e, soprattutto, quali sono i significati collegati?

Così come moltissime altre celebrazioni del periodo, la Pasquetta unisce sia tradizioni popolari che religiose, per delle radici ben salde nel passato. Di seguito, le teorie più accreditate sulla nascita dell’usanza.

Lunedì dell’Angelo: la tradizione religiosa

Resurrezione

La celebrazione del Lunedì dell’Angelo, il primo dopo la domenica di Pasqua, ha innanzitutto un’origine religiosa nel cristianesimo, in particolare nel Cattolicesimo. In questa giornata, infatti, si ricorda la scoperta del sepolcro vuoto di Gesù, testimonianza della sua Resurrezione.

Così come riportato nei Vangeli, Maria di Magdala, Salomè e Maria madre di Giacomo e Giuseppe si recarono al sepolcro con degli olii aromatici, per imbalsamare il corpo di Gesù. Giunti sul posto, tuttavia, trovarono spostato il masso di chiusura del luogo di sepoltura e la tomba vuota. Davanti ai presenti apparve però un angelo, pronto a informarli della resurrezione di Cristo, nonché a chiedere loro di annunciare la straordinaria notizia a tutti gli Apostoli.

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La scelta di celebrare questo evento di lunedì deriva dalla tradizione cattolica, sebbene si tratti di una commemorazione effettivamente posticipata di un giorno. Il racconto avviene infatti “il giorno dopo la Pasqua”, ma i Vangeli fanno ovviamente riferimento alla Pasqua ebraica, che veniva festeggiata di sabato. Inoltre, va specificato come il calendario liturgico della Chiesa Cattolica non definisca ufficialmente la ricorrenza come “Lunedì dell’Angelo”, bensì come lunedì dell’Ottava di Pasqua.

Pasquetta: tradizione popolare

Vespa

La tradizione popolare del lunedì dopo Pasqua, detto comunemente Pasquetta, è assai più recente rispetto a quanto si possa pensare. Ufficialmente, infatti, la giornata festiva è stata voluta dalle istituzioni soltanto nel Dopoguerra, soprattutto per concedere ai lavoratori un momento di relax in più da passare in compagnia dei propri cari. Naturalmente, il Lunedì dell’Angelo è sempre stato celebrato dal punto di vista religioso, ma senza una precisa indicazione di legge sulla pausa a livello lavorativo.

Nel giorno di Pasquetta è consuetudine, soprattutto quando la Pasqua cade nella seconda metà di Aprile, approfittare della giornata primaverile per concedersi un’escursione all’aria aperta. Si tratti di una piccola gita fuori porta, di un pic-nic sul prato o di una scampagnata nella natura, dagli anni ’50 il lunedì di Pasqua ha sempre rappresentato un momento di grandi spostamenti lungo lo Stivale.

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L’usanza, ormai divenuta tradizione, pare si sia consolidata proprio negli anni ’50, nel pieno del boom economico. Sempre più famiglie potevano infatti approfittare di mezzi di trasporto motorizzati, tanto da permettere piccoli spostamenti. Icona dell’epoca è di certo la Vespa, vero simbolo della gita pasquale, ma anche l’intramontabile 500 di Fiat.

Anche in questo caso, tuttavia, non si può escludere un richiamo religioso: leggenda popolare, infatti, vuole che la gita di Pasquetta sia legata a una coppia di discepoli che Gesù incontrò verso Emmaus dopo la Resurrezione. I due si trovavano in cammino a poca distanza da Gerusalemme quando incontrarono Cristo: da qui nascerebbe l’esigenza di spostarsi fuori città durante il lunedì di Pasqua.

2 aprile 2018
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