Ritornano come ogni anno le polemiche sul giorno di Pasqua: per assecondare la tradizionale cucina a base di carne di agnello, vi sarà una vera e propria mattanza di piccole pecorelle. A denunciarlo è AIDAA, l’Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente, che invita i consumatori a rinunciare ai piatti a base di carne per questo ponte.

Quella della mattanza degli agnelli è una questione annosa, che da sempre vede contrapposti animalisti e sostenitori invece dell’alimentazione a base di carne. I primi lamentano un’ecatombe inutile di pecore, con agnellini strappati prematuramente alle loro madri e barbaricamente uccisi per soddisfare il mercato. I secondi sostengono come la carne di qualsiasi animale venga consumata durante l’intero arco dell’anno, quindi vi sarebbe un certo opportunismo delle organizzazioni animaliste nel sollevare i cori di protesta a ridosso con le feste comandate.

Come al solito, la verità potrebbe risiedere nel mezzo. Non si può di certo obbligare l’intera popolazione a un’alimentazione vegetariana, ma al contempo è innegabile come certe mattanze animali avvengano a specifiche cadenze annuali più per soddisfare i capricci dei consumatori anziché per una reale necessità. La risposta potrebbe essere quindi nella consapevolezza: rispettare la tradizione se lo si ritiene irrinunciabile, ma perlomeno affidarsi ad allevatori sostenibili, biologici, senza foraggiare un mercato di distribuzione intensiva che tratta gli animali in modo inconcepibile, con centinaia di capi rinchiusi in gabbie anguste, con metodi di nutrizione forzata e condizioni di vita da vera e propria tortura.

Per chi si fosse invece convinto a preparare un pranzo pasquale totalmente vegetariano, riportiamo l’appello di AIDAA:

«È iniziata la mattanza, saranno circa 900.000 gli agnellini ed i capretti che saranno uccisi e macellati in questi giorni per finire sulle nostre tavole nel giorno di Pasqua. Di questi oltre un terzo saranno macellati direttamente dai pastori fuori dalle regole della macellazione regolare e saranno venduti in nero a privati e ristoranti. AIDAA lancia un appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà a rinunciare durante il pranzo pasquale all’agnello ed anche a tutti gli altri animali (circa 3 milioni di capi tra oche, galline, conigli e altri piccoli animali da cortile oltre ovviamente ai bovini e suini massacrati dopo essere stati allevati in allevamenti intensivi) che in questi giorni vengono uccisi per finire sulle nostre tavole intraprendendo una cultura vegetariana che possa puntare alla cultura della vita e all’abolizione immediata degli allevamenti intensivi. Insieme all’appello AIDAA lancia però anche un allarme in quanto almeno un terzo di questi agnelli verranno sgozzati e brutalmente uccisi dagli stessi pastori e per questo chiediamo alle forze dell’ordine ed in particolare ai comandi dei Nas di procedere ai controlli stringenti nei macelli e nelle zone di pastorizia cosi come chiediamo alla guardia di finanza di controllare macelli, macellai e ristoranti per verificare le violazioni ai vari livelli delle legge sulla macellazione e per la tutela degli animali.»

6 aprile 2012
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