La Pasqua si avvicina: questa domenica si celebrerà la festa cristiana della Risurrezione e, accanto alla tradizionale colomba, non mancheranno le uova di cioccolato. Una giornata di serenità che può tuttavia trasformarsi in tragedia, soprattutto se non si sarà in grado di controllare gli istinti golosi del cane.

Proprio così: come ribadito più volte, il cioccolato è un alimento altamente tossico per i cani, tanto da minacciarne la sopravvivenza. Ed è proprio a Pasqua che si registra il numero più alto di casi d’avvelenamento: tutta colpa delle tavole imbandite ricche di uova e dolcetti al cacao, a cui Fido ha facile accesso, magari sfoderando quello sguardo impietosente a cui non si può dir di no.

Nel solo Regno Unito, lo scorso anno la Veterinary Poisons Information ha registrato ben 600 cani avvelenati dall’ingestione di cioccolato nel giorno di Pasqua, tanto da diventare la terza causa di intervento veterinario d’urgenza sugli animali. La responsabile dell’intossicazione è la teobromina, un alcaloide naturalmente contenuto nel cacao che i cani non sono in grado di digerire, con serie conseguenze sul sistema nervoso e sul funzionamento del cuore. Gli effetti variano a seconda del peso dell’animale e possono palesarsi con sintomi leggeri, quali dissenteria e inappetenza, ma anche vomito, sangue nelle feci, blocco respiratorio, collasso cardiocircolatorio, renale e morte. I sintomi possono manifestarsi anche a diverse ore dall’ingestione e durare per le 24 successive, aumentano poi a seconda della quantità e della tipologia di cioccolato ingerito: il peggiore è il fondente.

Se il vostro cane avesse ingerito del cioccolato – anche piccole quantità, basta un cucchiaio per uccidere un piccolo Chihuahua – è utile avvisare immediatamente il veterinario, che sceglierà la terapia di contenimento più adeguata, tra cui la lavanda gastrica. Ma senza attendere di agire a danno ormai compiuto, vi sono delle regole di buon senso che si dovrebbe seguire:

  • Rifiuto: evitare di fornire al cane del cioccolato, anche piccolissime porzioni, cedendo agli occhi dolci e alle richieste insistenti dell’animale. Il cane non percepisce il pericolo né dall’olfatto né dal gusto, quindi sarà naturalmente attratto dall’invitante dolcetto;
  • Disposizione: si eviti di lasciare le uova di Pasqua, anche se incartate, alla portata del cane. L’animale può strapparne facilmente la confezione e ingerirne grandi quantità. Le uova vanno quindi mantenute sui ripiani più alti della casa;
  • Separazione: durante il tipico pranzo pasquale, è utile separare fisicamente il cane dalla sala da pranzo o dalla cucina, magari con uno di quei cancelli domestici per bambini che, pur contenendo l’animale, non causano isolamento visivo. Questo per evitare che l’animale si avventi sulla tavola, raccolga del cioccolato caduto, convinca qualche invitato non consapevole della pericolosità;
  • Bambini: si educhino i piccoli di casa, inclini a condividere con gli amici animali ogni leccornia, sui rischi del cioccolato per Fido.

Se il cane dovesse manifestare dei sintomi sospetti, anche a distanza di ore, non si perda tempo: si corra alla clinica veterinaria più vicina.

18 aprile 2014
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