Paris Hilton dimostra nuovamente il suo grande amore per gli animali, questa volta non con l’adozione di un chihuahua, bensì prestando la sua immagine per la salvezza di alcuni cani destinati alla soppressione. La celebrità statunitense, infatti, è divenuta simbolo e guida di un nugolo abbastanza nutrito di altre star, pronte a protestare sulle piattaforme social contro l’eliminazione di 21 cani di razza Pit Bull, salvati nell’ottobre del 2015 da un circuito di combattimenti illegali a Tilbury, in Ontario.

La campagna sociale, alimentata dall’hashtag #SaveThe21, è stata avviata dal Tales Rescue and Sanctuary, un rifugio per quadrupedi in difficoltà. Lo scopo, quello di convincere l’OSPCA – l’associazione che ha in cura questi Pit Bull dal 2015 – a ritirare una richiesta di eutanasia per gli animali, sottoposta all’agenzia per la protezione degli animali locale. L’OSPCA, che si occupa del recupero e del reinserimento degli esemplari in difficoltà, ha spiegato come questa dura decisione sia derivata dai potenziali rischi che questi animali potrebbero rappresentare, anche in vista di un percorso di riabilitazione difficile.

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Molte star hanno deciso spontaneamente di partecipare alla protesta, prima fra tutte Paris Hilton, pronta a mostrarsi sui social con un cartello riportante l’hashtag della campagna. Hanno fatto quindi seguito Don Cherry, l’attrice Maggie Q e la cantante Natalie Imbruglia, ma anche Richard Branson di Virgin e l’attore Adrian Grenier, quest’ultimo pronto a condividere un accorato appello video sulla piattaforma Facebook.

Sulle possibilità di recupero dei Pit Bull vi sarebbero, al momento, delle opinioni contrastanti. Secondo l’OSPCA, così come già accennato, i cani risponderebbero a dei trigger inusuali, tali da renderli eccessivamente reattivi, un pericolo potenziale per altri quadrupedi e per l’uomo. Il Dogs Playing For Life National Canine Centre, una struttura della Florida, avrebbe tuttavia analizzato le valutazioni comportamentali dei cani, sostenendo si tratti di animali su cui un processo di riabilitazione è possibile, tanto da proporsi per il loro recupero.

8 febbraio 2017
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