Parigi dichiara guerra allo smog: stop alle auto vecchie

Combattere il traffico urbano è la sfida dei prossimi anni per quasi tutte le grandi metropoli del mondo, soprattutto in aree dove l’attenzione dei cittadini verso la questione ambientale e la qualità della vita sta crescendo. Per questo motivo, lo scorso lunedì a Parigi, l’attuale sindaco Bertrand Delanoë ha presentato un nuovo piano per combattere lo smog.

La situazione nella capitale francese è, a dir la verità, molto particolare. In dieci anni la mobilità urbana si è evoluta parecchio, con il numero di automobili in discesa costante, fino al 25% di circolazione in meno, con solo il 7% dei parigini che ormai utilizza quotidianamente l’auto. Al posto delle quattro ruote, i volumi della mobilità si sono spostati verso i mezzi pubblici, l’uso della bici che ormai rappresenta il 3,1% degli spostamenti (grazie anche al servizio di bikesharing Velib) e, in questo senso in maniera non dissimile all’Italia, l’uso delle due ruote motorizzate. La stessa città ha cambiato volto, con l’aumento degli spazi pubblici dedicati ai pedoni e la restrizione delle carreggiate. Insomma, Parigi è sempre meno una città a misura d’auto.

Eppure come nota lo stesso Delanoë, i benefici nella lotta contro lo smog non sono risultati particolarmente soddisfacenti. Secondo Le Monde, però, il sindaco non avrebbe dato una spiegazione sufficiente a tale fenomeno, che sarebbe da addebitarsi (e lo confermano tante voci) al proliferare di veicoli a diesel, grazie anche agli aiuti economici che in questi anni hanno sostenuto tale forma di motorizzazione. Il diesel, infatti, secondo studi attuali è responsabile della produzione di polveri sottili classificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come cancerogene. In questo senso, dispiace constatare come nel piano presentato dal sindaco socialista non ci sia nulla che riguardi il problema di quel 60% di bus a motore diesel della RATP (l’azienda municipale dei trasporti pubblici) non in regola dal punto di vista ecologico.

Il piano proposto da Delanoë, invece, punta il dito soprattutto verso gli automobilisti, i camionisti e i motociclisti che attraversano quotidianamente la città. Senza sfiorare la questione del diesel e senza immaginare nuove forme per incentivare ancora di più l’uso di veicoli elettrici, il piano si concentra su i seguenti punti che dovrebbero entrare in vigore per lo più nel settembre del 2014:

  • Abbassare il limite di velocità nelle grandi tangenziali urbane da 80 km/h a 70 km/h;
  • Vietare l’accesso alla città a veicoli vecchi. In particolare non potranno più circolare auto più vecchie di 17 anni e moto con più di 10 anni. Questo a prescindere dal fatto di aver passato o meno i test normali delle emissioni in fase di revisione;
  • Inserire dei pedaggi chilometrici all’interno delle tangenziali soprattutto per limitare la quantità di chilometri percorsi dai mezzi pesanti.

Non sono mancate, come è facile immaginare, delle forti critiche a tali proposte. Per la destra si tratta di un contentino che il sindaco ha concesso agli alleati verdi, gli “ecolò”, che però renderà meno vivibile la città. Alcuni ambienti ecologisti, di contro, rilanciano contro la suddetta mancanza di regole per la limitazione dei mezzi diesel, mentre qualcun altro si stupisce non vedendo nessun provvedimento che riguardi il proliferare dei SUV. La sinistra, infine, nota come tali provvedimenti vadano a colpire soprattutto le fasce di popolazione più deboli, quelle che per necessità sono costrette a usare auto datate e che abitano nelle banlieu, i quartieri alla periferia di Parigi (spesso comuni a sé stanti, integrati nel tessuto urbano cittadino).

L’idea di abbassare la velocità nelle arterie è probabilmente quella che, fra le altre, ha riscosso meno critiche. Eppure, qualcuno ha fatto notare come abbassare di 10 km/h la velocità massima produrrà un aumento medio dell’emissione di CO2. Contemporaneamente, però, dovrebbero ridursi sia lo smog, sia il rischio di incidenti.

La decisione di vietare la circolazione di auto vecchie, invece, ha provocato un coro quasi unanime di voci contrarie. Perché, infatti, vietare l’accesso alle strade parigine a un’utilitaria, magari attempata, ma revisionata e con il livello di emissioni a norma e non dire nulla ai SUV con motorizzazione esagerata? Inoltre, produrre una nuova auto non produce CO2 e inquinamento?

In conclusione, se probabilmente le singole proposte di Delanoë possono essere criticabili, è importante ribadire che la strada giusta è quella di una riduzione sempre maggiore del traffico su gomma nelle grandi città. In questo senso, ci piacerebbe sapere cosa pensino i nostri lettori del problema e se avanzerebbero proposte diverse da quelle del sindaco francese.

Fonti: Le Monde, FranceTV, Humanité

15 novembre 2012
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I vostri commenti
Enrico Adami, sabato 17 novembre 2012 alle11:33 ha scritto: rispondi »

Semplicemente il limite deve essere posto sulla base delle emissioni delle auto (grammi Co2/Km), cosi colpirebbero sia auto EURO 0 e 1, sia suv che consumano molto di più. Non vedo molto utile l'abbassamento del limite di velocità, che anzi andrebbe più nella direzione di fare cassa comunale con le multe che di ridurre la Co2

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