Prevista per il 12 dicembre, poi slittata a oggi, una discussione per la demolizione di circa 4.000 ettari di fascia protetta del Parco del Sirente Velino in Abruzzo. La zona, a ridosso dei Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, è un luogo considerato fondamentale per il benessere dell’equilibrio dell’ecosistema del parco. Un punto di snodo per la sopravvivenza di molte specie animali, alcune a rischio estinzione. A proporre quella che in gergo è indicata come riperimetrazione è stato il Consigliere Regionale Luca Ricciuti, in forza al Pdl, che pare voglia proporre lo spazio per le battute di caccia e alcuni progetti immobiliari.

Subito è scattata una petizione che ha cavalcato velocemente la Rete, raccogliendo in soli due giorni quasi 200.000 firme. Il Parco è luogo di conservazione per due animali importanti come l’ orso marsicano e il lupo, la devastazione della zona verde creerebbe problemi per la loro sopravvivenza rendendoli al contempo bersagli durante la stagione venatoria. Come sostiene Dante Caserta, Presidente del WWF Italia:

L’Abruzzo si dichiara Regione verde d’Europa, ma questa affermazione di principio rischia di restare un’etichetta vuota. Il Parco Regionale Sirente-Velino è un’area protetta importantissima perché in essa sono racchiusi e fusi ambienti naturali e paesaggistici molto vari che formano un’unità ecologica fondamentale. La Proposta di Legge Regionale mira assurdamente a strappare all’ambiente zone importantissime per la tutela della biodiversità appenninica, oggetto peraltro della Rete Natura 2000, del Piano di Tutela dell’Orso Marsicano, del Life Cornata. È veramente paradossale che ciò avvenga proprio mentre si svolge a Roma la Conferenza nazionale La Natura dell’Italia. Biodiversità e Aree protette: la green economy per il rilancio del Paese, che ha lo scopo di rilanciare il ruolo delle aree protette.

In difesa del parco anche il presidente della Federazione nazionale Pro Natura, Mauro Furlani, e la coordinatrice regionale Piera Lisa Di Felice:

In questi ambienti sono presenti numerosi habitat e specie altamente protette, elencati nella Dir. 92/43/CEE Habitat e nella Dir 79/409/CEE Uccelli. D’altro canto a Campo Felice e a Le Prata sono presenti specie floristiche di importanza nazionale oltre a specie endemiche di notevole interesse biogeografico: a titolo esemplificativo si citano Sedum nevadense, per l’Italia noto solo a Campo Felice, la Klasea lycopifolia, Myosurus minimus, Sesleria uliginosa e Gentiana pneumonanthe. Dunque si richiede uno svincolo di tutela in un’area con grandi emergenze naturalistiche: invece si ravviserebbe la necessità di estendere la protezione della Natura anche allargando i confini del Parco e attraverso la creazione delle cosiddette fasce contigue […] D’altro canto si auspica che venga accolto dalla politica l’appello delle Associazioni Ambientaliste che hanno chiesto di candidare il sistema dei Parchi Abruzzesi fra i monumenti naturali patrimonio dell’UNESCO, grande occasione per le aree interne abruzzesi e per l’intera Regione.

La raccolta firme ancora attiva a questo link verrà presentata in Consiglio Regionale, durante la fase di discussione in aula. Mentre all’esterno si terrà un presidio promosso dalla Federazione Nazionale Pro Natura e l’Organizzazione Regionale Pro Natura Abruzzo.

17 dicembre 2013
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I vostri commenti
augusto, domenica 26 gennaio 2014 alle20:06 ha scritto: rispondi »

Si è vero un buon passo verso meno cemento e più valore al territorio. Ma il parco deve fare di più per un turismo verde per lavoro ai giovani locali aiutando i giovani nel valorizzare il territorio e offrirlo meglio a chi viene a trovarci i presidenti gli impiegati devono fare di più creare progetti trovare fondi parlare in Europa andare nelle fiere non solo scaldarsi vicino ai termosifoni.

Giovanni, martedì 17 dicembre 2013 alle13:05 ha scritto: rispondi »

Carissimi conterranei abruzzesi Il parco ci da' tutto quello che possiamo desiderare, lavoro, acqua e aria pulita, un futuro per i figli. Che cosa ci hanno dato o daranno case orribili, abitate si e no 20 giorni all anno, con infrastrutture che saranno come in tutti gli altri luoghi d Abruzzo presto un misero mucchio di cemento che si sbreccia che si scolora con erbacce che nessuno puo' togliere, che costeranno a voi piu' che farvi benestanti? E la caccia? Fatela altrove. Senza i parchi l abruzzo sara' un altro posto dove la camorra verra' a scaricare i rifiuti del mondo. Pensateci bene, quando un albero un lago vengono tagliati o inquinati non si rivedranno piu' mai piu'. L acqua e' l oro del futuro, pensateci bene abruzzesi.

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