Anche il mondo delle rinnovabili non è scevro da critica. Uno dei punti che porta spesso alla discussione, oltre all’impatto paesaggistico di alcuni impianti è anche il consumo di suolo. In particolare per gli impianti solari si è detto più volte come adibire ettari ed ettari di terreno che magari in precedenza era destinato alle coltivazioni alimentari, sia in realtà un danno per l’ambiente. Recenti studi sembrano smentire però questa posizione.

Si, perché sembra che laddove ci sono impianti solari installati al suolo, la biodiversità aumenti, con stimolo per uccelli, piante a foglia larga, erbe, fiori di campo e anche molte specie di insetti tra cui farfalle e calabroni. Lo dice uno studio realizzato da Clarkson & Woods, Wychwood Biodiversity, Orta Solar, Solar Trade Association, Primrose Solar, British Solar Renewable Group, Gold Energy e Belectric, dal titolo “The Effects Of Solar Farms On Local Biodiversity: A Comparative Study”.

La causa dei benefici che ricadono sull’ambiente circostante al luogo in cui viene installato un impianto solare sarebbero in realtà un insieme di fattori che contribuiscono a creare una situazione più naturale, al contrario di quanto si può credere. Nello studio si legge:

La ponderazione delle diverse specie di uccelli in base al loro stato di conservazione determina per i parchi solari un punteggio significativamente più alto in termini di diversità e abbondanza di individui, indicando la loro importanza per le specie in declino. Declino che per molte specie è stato attribuito all’intensificarsi delle pratiche agricole.

I parchi solari che hanno come focus anche la gestione della fauna selvatica, tendono verso un uso limitato di pesticidi, comportano minori densità di bestiame al pascolo e portano a ricreare i margini dei campi, dei quali potrebbero beneficiare molte di queste specie di uccelli.

Lo studio ha riguardato 11 impianti fotovoltaici in tutto il Regno Unito e si è visto che la situazione, se confrontata con la gestione delle stesse terre, prima dell’installazione, migliorava nettamente, sia dove l’impianto nasceva con un occhio particolare per la biodiversità dei luoghi interessati, prevedendo per esempio la semina di fiori di campo nelle vicinanze, sia dove invece le superfici circostanti venivano dedicate al pascolo.

Questo andrebbe a confermare precedenti studi del BRE National Solar Centre, che sostenevano come attività agricola e pascolo possano convivere benissimo con impianti di questo tipo e anzi creino con essi un sistema sinergico a beneficio dell’ambiente.

16 maggio 2016
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