Non è un segreto per i proprietari di gatti: la gestione della lettiera deve essere attenta e sempre sicura, per evitare il rischio di infezione da toxosplasmosi. Eppure lo stesso parassita, il Toxoplasma Gondii, potrebbe diventare presto una risorsa per la cura del cancro. È quanto sta vagliando un gruppo di ricercatori al Dartmouth-Hitchcock Medical Center, negli Stati Uniti.

Il Toxoplasma gondii è un protozoo che vive nell’apparato digerente di molti animali e, di conseguenza, viene diffuso nelle feci sotto forma di oocisti. La fonte di contagio principale è quella orale, quindi tramite l’ingestione di alimenti non perfettamente disinfettati o il contatto accidentale dovuto a una scarsa igiene. Solo nel gatto, però, il parassita trova il suo ospite definitivo, ovvero è in grado di completare il suo ciclo di vita. L’infezione è curabile, non di rado asintomatica, e il più grave pericolo è costituito dalle donne in gravidanza per gli effetti dannosi sul feto. Dai felini, tuttavia, le possibilità di contagio si riducono notevolmente con una gestione attenta della lettiera, usando sempre guanti, detergenti igienizzanti e facendo ricorso alle apposite palette. Inoltre, qualora infetto, il micio eliminerà l’agente una sola volta nella sua vita per circa una decina di giorni.

I ricercatori della Dartmouth-Hitchcock Medical Center hanno notato come la reazione del sistema immunitario umano al toxoplasma sia molto simile ai tentativi di contenzione delle cellule tumorali ovariche e del melanoma, quindi hanno vagliato la possibilità di riprogettare il parassita affinché possa essere utilizzato come valido trattamento anticancro. Grazie a una mutazione genetica indotta in laboratorio, il Toxoplasma gondii potrebbe riprogrammare le naturali difese immunitarie per eliminare senza fatica le cellule tumorali, aumentando le aspettative di vita dei pazienti.

Ancora in fase di studio preliminare, il CPS – così è stato chiamato il parassita mutato – appare sicuro e non in grado di replicare se stesso. Inoltre, i suoi effetti si manterrebbero tali anche in un sistema immunitario indebolito, così come in abbinato ai chemioterapici. È quanto spiega David J. Bzik, professore di Microbiologia e Immunologia a capo della ricerca:

Questo parassita stimola le risposte immunitarie esatte utili per combattere il cancro. […] La biologia di questo organismo è intrinsecamente diversa da altre strategie immunoterapiche a base di microbi, che stimolano solo superficialmente il sistema immunitario. Il Toxoplasma gondii riprogramma la potenza naturale del sistema immunitario per eliminare le cellule tumorali nel profondo.

Nella sperimentazione iniziale in laboratorio, i ricercatori hanno testato il CPS su ratti affetti da cancro alle ovaie e da menaloma, raggiungendo dei tassi di sopravvivenza sensibilmente più alti rispetto alle normali statistiche. Passerà ancora molto tempo, tuttavia, prima che un trattamento venga approvato per l’utilizzo sull’uomo. Oltre ai tumori, di recente si è scoperto come i gatti potranno essere in futuro utili alla cura dell’HIV, grazie a delle proteine della simile FIV.

17 luglio 2014
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