In Italia il papavero è un fiore di campo molto diffuso: nel periodo primaverile interi prati si riempiono della sua presenza rubina e intensa. Maggiormente presente è il Papaver rhoeas, noto come rosolaccio, che colora distese di grano illuminando anche campagne e prati interi. I suoi semi e le foglie possiedono proprietà blandamente sedative. Esiste una tipologiada cui si ricavano sostanze stupefacenti, conosciuta come Papaver somniferum, altre invece specifiche per l’utilizzo culinario come il Papaver nigrum e il Papaver setigerum. Queste ultime vengono impiegate in moltissime ricette: i loro semi, infatti, non possiedono proprietà narcolettiche o stupefacenti.

Come anticipato, i semi di questi due papaveri sono molto importanti per il benessere del corpo, grazie alla presenza degli Omega 6, che contrastano il colesterolo svolgendo un ruolo di prevenzione contro i problemi al cuore, ictus e infarti. Contengono moltissimi minerali quali potassio, fosforo, calcio, sodio, ferro, magnesio, rame, zinco, selenio e manganese. Ma anche vitamine B1, B3, B5, B6, vitamina C, E e J e amminoacidi. Le vitamine combattono i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare, mentre i minerali proteggono le ossa. I semi di papavero favoriscono poi il benessere della digestione, dei capelli, riducono l’insonnia e aiutano le facoltà cognitive.

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Si tratta di ingredienti utili in cucina, ma vanno consumati con moderazione per l’alto apporto calorico: ad esempio, cento grammi di semi equivalgono a 525 calorie. Solitamente fanno bella mostra in aggiunta a insalate, yogurt, nei cereali e nel muesli, nei frullati, come tocco in più per frutta, verdura, primi piatti, risotti, cous cous, ma anche mescolati con farine per dolci e salati come pani, torte, grissini. Ancora, arricchiscono pastelle, polpette, secondi, formaggi e aumentano i benefici dell’olio di oliva. Molto noti nella cucina tradizione tedesca, austriaca e ungherese, trovano spazio anche in Turchia e in Grecia, mentre in Italia sono molto amati in Trentino. Una rinnovata presenza su larga scala e una maggiore commercializzazione, li ha resi nuovi graditi ospiti nelle cucine italiane. Si conservano anche per sei mesi in dispensa, rinchiusi in un vasetto di vetro igienicamente sterilizzato.

Semi di papavero: ricette

I semi di papavero trovano spazio in cucina in tantissime ricette, garantendo un tocco di sapore e benessere in più. L’impiego più classico è in aggiunta a formaggi, cereali, insalate e frutta. Ad esempio, un carpaccio di fettine di arancia tagliate sottilmente, ricoperte da una granella di noci tritate, semi di girasole, fiocchi di formaggio grana, timo, un filo di olio d’oliva, una spolverata di pepe nero e semi di papavero potrà trasformarsi in un contorno originale e saporitissimo. Ma anche pani, grissini, muffin, fagottini, pasta fatta in casa, dove i semi di papavero vengono mixati direttamente nelle farine dell’impasto. Ottimi anche i bocconcini al formaggio e semi di papavero, per aperitivi sfiziosi. Basta mescolare in una ciotola capiente del formaggio spalmabile con del formaggio grattugiato, un pizzico di peperoncino o paprika, quindi un filo d’olio d’oliva. Si modellano delle palline con le mani, da riporre in frigorifero per 15 minuti, per poi rotolarle in una coppetta di vetro contenente un mixi di semi di papavero, pepe nero e erba cipollina.

Tra le ricette più gettonate e amate c’è sicuramente la torta al limone con semi di papavero. Per prepararla basta procurare 200 grammi di farina 00 oppure integrale, 50 grammi di fecola di patate, 4 uova fresche da allevamento bio, 180 grammi di zucchero di canna, un cucchiaio abbandonante di succo d’acero (facoltativo), una bustina di lievito o di cremor tartaro, olio di girasole o di arachidi, sale, 1 limone non trattato e semi di papavero.

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Montate i tuorli a neve con lo zucchero, aggiungete la buccia grattugiata del limone e il succo dello stesso, quindi una presa di sale e due cucchiai di olio di semi di girasole. Mescolate con cura, aggiungete lentamente la farina così da amalgamarla, la fecola di patate, infine il lievito e un cucchiaio di semi di papavero. A parte montate gli albumi e uniteli al composto per ultimi, a piacere un cucchiaino di succo d’acero. Lavorate con attenzione perché il tutto non perda la sofficità iniziale garantita dai tuorli. Inumidite lo stampo da plumcake (o da ciambella) con l’olio steso con un pennellino, versate l’impasto e lasciate cuocere in forno caldo a 160° per circa 40 minuti. Testate la cottura con gli stuzzicadenti: l’impasto dovrà risultare cotto, soffice e asciutto. Sfornate se pronto e lasciate intiepidire. Si può gustare, infine, con l’aggiunta di una crema light al limone.

24 marzo 2017
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