Nonostante l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici sia sempre più intenso su tutto il territorio italiano, non solo tramite la realizzazione di nuovi parchi e centrali fotovoltaiche ma anche grazie al numero sempre crescente di privati che decidono di applicarli sulle proprie abitazioni, è anche vero che si tratta di una tecnologia ancora molto costosa.

Una possibile soluzione a questo problema sembra essere stata trovata dalla 2BG, un’azienda di Padova che si occupa della produzione di macchine e moduli per il fotovoltaico. Secondo un comunicato ufficiale, infatti, la stessa azienda ha informato gli addetti ai lavori che sarebbe in via di sviluppo una nuova tecnologia in grado di eliminare la pasta d’argento quale rivestimento delle celle solari.

Il progetto di ricerca, in particolare, è stato avviato all’inizio del 2010 in collaborazione con la Rise Technology Srl, un’azienda italiana costituita da alcuni ricercatori dell’Università, e prevede di eliminare l’uso della pasta d’argento mediante un innovativo processo (non ancora reso pubblico, N.d.R.) che ricorre a una tipologia di rivestimento dal costo notevolmente inferiore e, soprattutto, a alto rendimento energetico.

La presentazione ufficiale del progetto è avvenuta in una conferenza stampa tenutasi in occasione della XXVI Fiera EU PVSEC (European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition, Amburgo 5-9 settembre 2011). All’incontro hanno preso parte Mario Tucci (ENEA), uno dei maggiori esperti di fotovoltaico e Marco Balucani (Università della Sapienza di Roma).

13 settembre 2011
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