La necessità di trovare fonti alternative di energia, specie dopo il disastro nucleare di Fukushima, ha spinto i Giapponesi a proporre idee altamente creative, a volte anche al limite della follia. Fra queste c’è quella proposta dalla Shimizu Corporation: utilizzare la Luna come un enorme impianto solare.

L’idea non è nuova, ma era stata già lanciata nel 2010 dalla Shimizu: un anello lunare fatto di pannelli solari, che coprirebbe il 100% del fabbisogno energetico terrestre con 13 mila TW di energia continua.

Forti delle dichiarazioni dei capi della Nasa, che hanno annunciato un ritorno sulla Luna ai fini della ricerca spaziale, i leader della Shimizu Corporation hanno riproposto il progetto, dichiarando di aver acquisito nuovi sostenitori negli ultimi anni. La società giapponese ha spiegato:

Il passaggio dall’uso parsimonioso di risorse limitate all’uso illimitato di energia pulita, è il sogno di tutta l’umanità. Il nostro concetto di Anello lunare può tradurre questo sogno in realtà, grazie alle idee innovative che lo guidano e alle attuali tecnologie spaziali avanzate.

L’Anello lunare avvolgerebbe il nostro satellite in un fascio di pannelli solari largo 20 chilometri e lungo 11 mila chilometri: grazie a microonde e raggi laser, l’energia proveniente dalla luce del Sole potrebbe essere spedita direttamente sulla Terra. L’installazione dei pannelli dovrebbe avvenire tramite robot altamente sofisticati, che la stessa Shimizu si incaricherebbe di ideare e costruire:

L’energia solare è l’ultima fonte di energia verde che porta propseità alla natura e alle nostre vite, ed è praticamente inesauribile. L’Anello lunare che proponiamo converrebbe non solo all’umanità, ma a tutto il pianeta.

Oggi come nel 2010, l’idea giapponese sembra tanto affascinante quanto irrealizzabile: a 41 anni dall’ultimo sbarco lunare, la ricerca nello spazio è quasi morta. Il bisogno incessante di energie alternative per le nostre attività sulla Terra potrebbe però anche risvegliare l’antica curiosità dell’uomo per i viaggi nell’universo.

2 dicembre 2013
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I vostri commenti
Andrea, mercoledì 17 maggio 2017 alle13:49 ha scritto: rispondi »

Concordo, anche se la maggior parte dei crateri lunari sembra dovuto a un bombardamento intenso di meteoriti risalente a miliardi di anni fa. Penso sia più fattibile mettere in orbita stazioni spaziali intorno alla Terra: maggiore è la distanza fra l'utente finale sulla Terra e la cella solare che raccoglie energia, maggiore la dispersione dei fasci di onde elettromagnetiche che portano energia alla Terra. Infine: come eliminare l'assorbimento di parte di tale energia da parte dell'atmosfera terrestre? Va a finire che aumentiamo ancora di più il riscaldamento globale! No, la cosa migliore è trasferirci noi in orbita. Avremmo il Sole ventiquattr'ore al giorno, e saremmo anche al sicuro da eruzioni vulcaniche catastrofiche stile Krakatoa o (sembra) Campi Flegrei...

Luigi, lunedì 13 gennaio 2014 alle18:52 ha scritto: rispondi »

allora tanto vale mettere su satelliti geostazionari dei pannelli in rotazione per stare sempre rivolti verso il sole e poi, ammesso e poco concesso che ci si riesca, trasmettere l'energia sulla terra. E' più vicino direi, c'è solo il problema della trasmissione dell'energia. SOLO...

pazio, martedì 3 dicembre 2013 alle12:41 ha scritto: rispondi »

Io ho una idea ancora migliore: mettiamo i pannelli solari direttamente sul sole, così la resa sarà ottimale!

arturo terragni, lunedì 2 dicembre 2013 alle20:21 ha scritto: rispondi »

al di la della posa e mantenimento in efficienza dei pannelli, è trasmissione di tanta potenza da quella distanza e che vedo assai critica da realizzare

cosimo, lunedì 2 dicembre 2013 alle17:37 ha scritto: rispondi »

mah! A parte una marea di problemi tecnici ed economici, hanno mai pensato che la Luna è piena di buchi piccoli e grandi per l'assenza di atmosfera e gli asteroidi la colpiscono ripetutamente? e i pannelli che fine farebbero?

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