I pannelli solari del futuro potrebbero essere sfruttati per creare aria condizionata. I ricercatori dell’Università Carlos III e della Politécnica di Madrid sono riusciti ad andare oltre il modo di concepire oggi l’energia solare. Nonostante si tratti di una tecnologia matura, oggi i pannelli vengono sfruttati solamente per riscaldare l’acqua o produrre elettricità. Mai però erano stati impiegati per creare aria fredda o calda.

L’idea venuta ai ricercatori spagnoli è di collegare a un impianto solare uno di cogenerazione a gas e un macchinario di assorbimento che riduce la quantità di energia utilizzata e le emissioni di CO2. Questo impianto di “trigenerazione” produrrebbe sia aria calda e fredda che elettricità. Un motore a gas genera energia elettrica. In inverno il calore residuo prodotto viene riciclato nel circuito di riscaldamento dell’aria. In estate invece il macchinario di assorbimento raffredda l’acqua e la utilizza per produrre aria fredda.

Nel dettaglio, mediamente l’impianto di trigenerazione è in grado di fornire 1,7 MW di energia elettrica, 1,3 MW di riscaldamento e 2 MW di aria condizionata. Inoltre ha un ampio raggio d’azione visto che la sua portata copre edifici della grandezza di 50 mila metri quadrati. Per collegare le varie stanze basta installare una rete di tubazioni che possano trasportare l’aria calda o fredda attraverso i muri.

Secondo Carmen Rodriguez Hidalgo, ricercatrice e co-autrice dello studio, un impianto del genere sarebbe capace di evitare l’immissione nell’atmosfera di una quantità di CO2 stimabile tra le 1.527 e le 1760 tonnellate. Inoltre la ricercatrice garantisce un ingente risparmio sulla bolletta energetica e persino un leggero aumento dei profitti annuali.

Trattandosi di una tecnologia nuova, per adesso rimane molto costosa, ma potrebbe trovare applicazioni nei grandi centri commerciali, nei grandi uffici o negli edifici pubblici come per esempio la stazione ferroviaria di Madrid. L’obiettivo finale è però, come per l’energia solare qualche decennio fa, sviluppare e diffondere questa tecnologia il più possibile in modo da abbassare i costi e renderla disponibile anche per le abitazioni private.

18 ottobre 2013
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salvatore, mercoledì 23 ottobre 2013 alle19:50 ha scritto: rispondi »

Molto interessante!

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