Pannelli solari biodegradabili: la nuova frontiera delle rinnovabili

Solitamente un pannello solare produce energia pulita, ma quando smette le sue funzioni c’è il problema di smaltirlo, e questo, dal momento che sono usualmente costruiti con il silicio, necessariamente inquina.

Come si può ovviare a questo inconveniente? Sembra ci abbia pensato la dottoressa Diane Hinkens, neolaureata all’Università del South Dakota, che ha inventato un materiale assolutamente biodegradabile capace di accumulare energia solare.

Ciò che ha spinto la dottoressa a cercare un nuovo materiale è in realtà un motivo non tanto ecologico, quanto economico. Infatti, i pannelli solari tradizionali hanno dei costi elevatissimi e, per questo motivo, rimangono scarsamente accessibili ai più, al contrario l’uso di un materiale biodegradabile permette di abbassare decisamente i costi e da, quindi, possibilità ad un maggior numero di persone di accedere a questa tecnologia.

Ad onor del vero va detto che l’idea della dottoressa non è stata né originale, né tanto meno nuova, infatti, già dagli anni ’70 si era provato ad utilizzare polifenilene e altri materiali contenenti carbonio per costruire pannelli ecologici, sembra, tuttavia, che il materiale utilizzato da Diane Hinkens, sia di gran lunga più vantaggioso.

Mentre, infatti, lo sviluppo dei pannelli in polifilene è sempre stato limitato perché la produzione di elettricità era di gran lunga inferiore a quella dei pannelli classici, il nuovo materiale ha ridotto il divario rendendo il prodotto commercialmente più appetibile.

Allora, la piccola vittoria della dottoressa Hinkens sembra aprire interessanti scenari futuri, c’è da chiedersi, tuttavia, tutto questo veramente renderà realmente più accessibile l’uso dell’energia solare? Sarà veramente la tecnologia più ecologica di tutte?

30 ottobre 2008
I vostri commenti
direttiva, martedì 25 novembre 2008 alle12:26 ha scritto: rispondi »

È presente oggi sul mercato internazionale una nuova tecnologia capace di rendere i tradizionali manufatti plastici totalmente biodegradabili in alternativa alle bioplastiche. Questa tecnologia è stata sviluppata dalla ECM BIOFILMS INC, essa si basa su un additivo che, combinato ad una percentuale minima dell' 1% alle resine plastiche tradizionali, rende il prodotto finale completamente biodegradabile conservando le stesse caratteristiche meccaniche . I prodotti plastici realizzati con il MasterBatch ECM: 1. Si biodegradano completamente a partire dai 9 mesi ai 5 anni . 2. Si biodegradano totalmente se riversati in qualunque luogo in cui ci siano sostanze in decomposizione (sia aerobicamente che anaerobicamente: ? In Discariche, ? In Compost (in giardino o anche in servizi commerciali), ? Sotterrati o riversati nei rifiuti, ? In ambienti agricoli o a rischio idro-geologico. 3. Sono riciclabili. 4. Possono essere realizzati con resine riciclate. 5. Non necessitano di luce, calore o azione meccanica per attivare il processo. 6. Non richiedono un trattamento speciale (a differenza del PLA e dei prodotti oxo-degradabili ). 7. Non contengono metalli pesanti (a differenza della maggior parte dei prodotti oxo-degradabili). La plastica trattata con il metodo ECM può essere depositata in discarica, interrata, oppure può essere compostata. Sebbene siano state introdotte sul mercato molte bioplastiche , ciascuna di esse deve essere compostata (ovvero si biodegrada totalmente solo in condizioni controllate in impianti industriali) e nessuna di esse si biodegrada nelle discariche. L'utilizzo del masterbatch ECM non richiede particolari requisiti per la produzione ovvero non bisogna trasformare i vecchi impianti produttivi,ma semplicemente effettuare una corretta miscelazione. La tecnologia ECM consente la fabbricazione di materie plastiche che si biodegradano in condizioni aerobiche o anaerobiche.

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