Pannelli fotovoltaici: potenza doppia con i nanofili di silicio

Raddoppiare la potenza generata dalle celle fotovoltaiche sfruttando i cosiddetti nanofili (nanowire in inglese). È lo scopo di una ricerca avviata dalla Bandgap Engineering, una startup di Woburn, in Massachusetts, che è già pronta a mettere in commercio dei moduli solari realizzati con nanocavi in silicio al posto delle celle convenzionali.

Per ora, si tratta solo di una prima versione della nuova tecnologia, che richiederà probabilmente diversi anni per essere messa a punto in via definitiva. Alla base delle ricerche, secondo l’azienda, c’è il fatto che i nanofili, che possono essere prodotti a partire dalla strumentazione già esistente, aumentano la quantità di luce che la cella è in grado di assorbire, e quindi la quantità di energia prodotta.

L’obiettivo è anche quello di ridurre il costo dei pannelli fotovoltaici, dal momento che l’impiego dei nanowire potrebbe permettere di realizzare celle più sottili, risparmiando preziose quantità di materie prime. Secondo la Bandgap Engineering, inoltre, potrebbe essere possibile impiegare dei fili di rame al posto dell’argento, riducendo ulteriormente i costi di produzione.

Grazie all’impiego dei nanofili, l’amministratore delegato dell’azienda di Woburn spera di riuscire a produrre delle celle solari che riescano a trasformare oltre il 20% dell’energia solare in elettricità (rispetto a circa il 15% della maggior parte delle celle attuali) al costo di appena 1 dollaro per Watt. I costi sarebbero ancora elevati rispetto a quelli del gas naturale, che negli USA è particolarmente a competitivo, ma potrebbero assicurare al settore del fotovoltaico una fetta di mercato abbastanza consistente.

16 ottobre 2012
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