Con la fine degli incentivi al fotovoltaico ormai alle porte, e la grande incertezza sul futuro del comparto, prima di acquistare un impianto solare è oggi più che mai necessario aprire bene gli occhi e informarsi sui prodotti presenti sul mercato.

Fino a quando c’erano generosi incentivi, infatti, l’impianto si pagava da solo in pochi anni. Qualunque impianto, anche uno con uno scarso rapporto qualità prezzo o magari dimensionato male rispetto alle proprie esigenze. Oggi non è più così. A cosa fare attenzione, quindi, prima di comprare un impianto fotovoltaico?

Studiate la vostra bolletta

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La prima cosa, la più importante dopo la fine degli incentivi, è studiare molto bene la vostra bolletta. Le alternative agli incentivi al fotovoltaico sono molte e, in base a quella più conveniente per voi, potrebbe essere bene scegliere un tipo o una potenza di impianto piuttosto che altri.

Pensate anche a come potrebbe evolvere nel tempo la bolletta stessa: siete appena sposati e non avete ancora figli? Probabilmente un giorno li avrete e i vostri consumi cresceranno. Avete già famiglia con figli grandi e pronti a spiccare il volo? Nei prossimi vent’anni (a meno che da anziani non abuserete della coperta elettrica) probabilmente i consumi scenderanno.

Studiate il vostro tetto

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In pochi ci pensano, ma serve possedere un tetto per installare un impianto fotovoltaico. Se abitate in una casa unifamiliare non c’è problema, se state in condominio le cose cambiano moltissimo. E cambiano da condominio a condominio, in base al regolamento del vostro palazzo.

Chiedete sempre al vostro amministratore cosa e come potete installare sul tetto: ci sono delle norme generali, ma anche limitazioni e interpretazioni specifiche (a volte anche molto fantasiose e ai limiti della legge) che potrebbero impedirvi di installare il fotovoltaico. O portarvi a causa con uno o più condòmini.

Se poi abitate in un centro storico di una delle tante città d’arte italiane c’è un problema in più: molte Sovrintendenze ai Beni Culturali mettono dei paletti rigidissimi all’installazione dei pannelli solari sui tetti nei centri storici e, purtroppo, ogni ente fa un po’ come preferisce.

Chiedete all’installatore se ha esperienze specifiche di impianti montati nella vostra zona e, se non ne ha, chiedete un parere a un architetto o ingegnere del posto. Se non rispettate le regole rischiate l’abuso edilizio.

Fotovoltaico cinese?

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Senza voler fare alcuna polemica, e senza voler dire che un impianto made in Europe sia migliore, è necessario avvertire i potenziali acquirenti che al momento comprare fotovoltaico italiano, europeo o americano non è del tutto equivalente a comprare fotovoltaico made in China.

E non per questioni tecniche, ma per mere differenze economiche. Il fotovoltaico cinese, di solito, costa di meno di quello prodotto nel resto del mondo. Anche a parità di qualità e prestazioni.

Ma sul solare made in China oggi pende la spada di Damocle dei possibili dazi preventivi: l’Unione Europea ha avviato una procedura antidumping contro la sospetta concorrenza sleale dei cinesi e, già a giugno, potrebbe imporre dazi preventivi sul fotovoltaico cinese.

Dal 5 marzo, infatti, celle e pannelli completi che entrano dalla Cina in Europa sono sottoposti a registrazione. Se l’Ue decidesse di imporre le tariffe punitive tutti i pannelli fotovoltaici cinesi, anche quelli venduti a partire dal 5 marzo, potrebbero essere tassati. Anche fino al 60-70% del prezzo di vendita.

Se così fosse ci sarebbe il caos: chi dovrebbe pagare i dazi commerciali? In teoria l’importatore. Ma se l’importatore non è serio, o se si è rivolto a canali paralleli e poco affidabili, non è escluso che le rogne arrivino fino al consumatore finale. Specialmente se l’impianto viene installato a cavallo di giugno, proprio quando potrebbero essere imposte le tariffe punitive.

Suggerimento: tenetevi stretto il preventivo dell’installatore e chiedetegli di specificare per quanti giorni tale preventivo sia valido. Dovrebbe bastare a tenervi lontani dai guai.

Pensate al riciclo dei pannelli fotovoltaici

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Altra cosa molto importante: da alcuni mesi, ormai, è obbligatorio assicurarsi che ogni pannello fotovoltaico venduto in Italia sia coperto da un’assicurazione sul suo riciclo a norma di legge.

Sappiamo tutti che un impianto solare dura almeno vent’anni, ma è bene essere certi sin da subito che tutto sia a posto. In merito la legge è chiara: almeno uno tra il produttore, distributore e installatore deve aderire a un consorzio di riciclo e garantire il fine vita del pannello fotovoltaico.

Di solito è il produttore stesso, a volte il distributore. Informatevi molto bene, visto che tra vent’anni dovrete sapere a chi consegnare il vostro vecchio impianto.

Scegliete con cura i pannelli fotovoltaici

Fotovoltaico è una parola maschile e singolare, ma dovrebbe essere femminile e plurale: sul mercato ci sono svariate tecnologie fotovoltaiche, con caratteristiche e prestazioni completamente diverse tra loro. Le principali, quelle più diffuse per i pannelli destinati ai tetti domestici, sono:

  • Silico amorfo/Film sottile;
  • Silicio monocristallino;
  • Silicio policristallino.

Fotovoltaico a silicio amorfo e Film sottile

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Si tratta della tecnologia più vecchia tra tutte, la prima che è stata utilizzata in grande scala negli anni ottanta e novanta: il silicio viene depositato sulla superficie d’appoggio in forma amorfa, di solito sotto forma di gas, e di conseguenza non è limitato da una forma o dimensione specifica.

Questo lo rende molto flessibile nel suo utilizzo, anche su superfici curve che non possono essere facilmente coperte dal fotovoltaico cristallino. Gli svantaggi sono l’efficienza minore e la diminuzione molto più rapida dell’efficienza rispetto ad altre tecnologie.

Ad essere precisi le definizioni di silicio amorfo e di film sottile non sono del tutto sovrapponibili. Il film sottile, infatti, pur avendo un processo di realizzazione molto simile a quello del silicio amorfo non sempre è realizzato solo con il silicio.

Fotovoltaico monocristallino

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Il fotovoltaico cristallino, mono e poli, è ottenuto da silicio in forma di cristalli. A differenza del film sottile questo tipo di fotovoltaico viene realizzato in dischi (wafer) che poi vengono sezionati in celle rigide. Molte celle, unite tra loro da giunzioni (che a loro volta possono essere realizzate con varie tecnologie e materiali), formano un modulo fotovoltaico. Comunemente detto pannello.

Nello specifico il fotovoltaico monocristallino è ottenuto da silicio puro. Lo si riconosce perché le celle sono di un colore nero o blu scuro uniforme e senza screziature.

Molti dei moduli con efficienza maggiore usano questa tecnologia, che però non è sempre preferibile. Il colore molto scuro dei pannelli monocristallini, infatti, ne fa aumentare di parecchio la temperatura e, di conseguenza, ne fa scendere l’efficienza.

Fotovoltaico policristallino

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Il fotovoltaico policristallino è realizzato nello stesso modo di quello monocristallino, ma partendo da silicio non puro. Il risultato è una cella di colore blu chiaro non uniforme, che assomiglia vagamente al marmo.

Di solito ha efficienza inferiore al monocristallino, ma una maggior tenuta alle alte temperature atmosferiche. Tanto che, in alcuni casi, un buon fotovoltaico policristallino potrebbe essere anche meglio di un buon monocristallino.

Non ci sono solo i pannelli fotovoltaici

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Molto spesso l’acquirente si concentra troppo sulla marca dei pannelli solari dimenticando che un impianto è composto anche da altri componenti estremamente importanti. Tanto importanti da poter abbassare la produzione di energia elettrica se non sono della qualità necessaria.

Il primo di questi componenti è l’inverter. Cioè l’apparecchio che trasforma l’energia elettrica continua che produce il pannello fotovoltaico in energia elettrica alternata compatibile con il normale impianto elettrico di casa. Nel fare questa conversione l’inverter non ha un’efficienza del 100% e ciò vuol dire che ci sarà una piccola perdita di energia nella trasformazione.

Accoppiare ottimi pannelli con un pessimo inverter non vi darà un impianto di medie prestazioni: vi darà un impianto di pessime prestazioni, vanificando il vostro investimento.

L’ultima frontiera su questo fronte sono i micro inverter: invece di usare un solo inverter per tutta la potenza fotovoltaica installata si monta un piccolo inverter per ogni pannello fotovoltaico. Questa soluzione è ancora poco diffusa e di solito più costosa.

Ma ha due grandi pregi: di solito l’efficienza totale dell’impianto è maggiore, perché ogni micro inverter lavora in modo ottimizzato su ogni pannello (e non tutti i pannelli, in base all’insolazione, lavorano sempre alla stessa potenza), e vi permette di far crescere nel tempo il vostro impianto.

Usando i micro inverter, infatti, potete scegliere di installare oggi un piccolo impianto fotovoltaico e di ampliarlo nei prossimi anni (anche con pannelli molto diversi per qualità, prestazioni e tecnologia) senza dover cambiare gli inverter già acquistati. In pratica ogni coppia pannello-micro inverter è un sistema a sé, che contribuisce al flusso complessivo dell’energia elettrica prodotta.

Altri componenti molto importanti sono la cavetteria e tutto ciò che serve ad allacciare l’impianto alla rete elettrica. Non risparmiate su questi componenti perché, oltre a perderci in potenza, rischiate che i preziosi pannelli smettano di funzionare da un momento all’altro perché magari un cavetto si è sganciato.

2 maggio 2013
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I vostri commenti
Aprea Luigi, giovedì 1 ottobre 2015 alle14:54 ha scritto: rispondi »

E' necessario un costante aggiornamento, visto che la tecnogia è in continua evoluzione.

Alessandro Antonini, sabato 21 dicembre 2013 alle19:32 ha scritto: rispondi »

interessante presentazione dell'essenziale importante per saper scegliere sarà interessante anche avere informazioni sulle ultime generazioni di impianti autonomi per il fabbisogno di una unità abitativa

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