Il paniere ISTAT ogni anno fotografa la situazione relativa alle abitudini di spesa delle famiglie e questo serve come riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo. Nella differenza tra un anno e quello precedente quindi si possono notare variazioni che indicano una modifica delle abitudini dei consumatori e di quello che offre il mercato.

Nel 2015 sono state registrate importanti novità: tra le posizioni rappresentative sono entrati biscotti e pasta senza glutine, birra analcolica, mezzi di trasporto in condivisione (car sharing e bike sharing) e bevande al distributore automatico. Il caffè al ginseng al bar va ad aggiungersi ai prodotti della posizione “caffetteria al bar”, mentre l'”assistenza fiscale per il calcolo delle imposte sull’abitazione” si somma al servizio “assistenza fiscale per la dichiarazione dei redditi”, nel comporre la posizione rappresentativa “assistenza fiscale alla persona”.

Aumenta il peso dei servizi a scapito dei beni, mentre all’interno dei beni aumenta il peso della componente energetica grazie alla regolamentazione dei prodotti. Aumenta il peso sui consumi delle divisioni di spesa “servizi sanitari e spese per la salute”, di “abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, delle “comunicazioni” e in misura minore di “prodotti alimentari e bevande analcoliche”, “bevande alcoliche e tabacchi”, “istruzione” e “altri beni e servizi”.

Spariscono dal paniere invece navigatore satellitare, impianto HiFi, registratore DVD e corso di informatica, mentre un calo di peso viene segnato per le divisioni di spesa “abbigliamento e calzature”, “trasporti”, “mobili, articoli e servizi per la casa”, “servizi ricettivi e di ristorazione” e “ricreazione, spettacoli e cultura”.

Un quadro che indica un approccio al consumo che sta radicalmente cambiando negli ultimi anni e viene analizzato anche attraverso gli indici dei prezzi al consumo. Quelli utilizzati dall’istituto, hanno lo scopo di misurare l’inflazione e sono principalmente tre:

  • Per l’intera collettività nazionale (NIC) – misura l’inflazione dell’intero sistema economico. La popolazione presa a riferimento è quella presente sul territorio nazionale. Considera per il suo calcolo sempre il prezzo pieno di vendita e viene utilizzato come riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.
  • Per le famiglie di operai e impiegati (FOI) – si riferisce all’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo), quindi operaio e impiegato. Si basa sullo stesso paniere del NIC e viene usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato. Anch’esso di basa sul prezzo pieno di vendita.
  • Indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) – come il NIC prende a riferimento la popolazione presente sul territorio nazionale, il suo paniere esclude però lotterie, lotto e concorsi pronostici. Al contrario di NIC e FOI si riferisce ai prezzi effettivamente pagati dal consumatore e quindi tiene conto anche della riduzione temporanea dei prezzi. Serve ad assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo.

Nel 2015 il paniere utilizzato per il calcolo del NIC e del FOI si compone di 1.441 prodotti, 1.447 nel 2014, aggregati in 618 posizioni rappresentative rispetto alle 614 del 2014. Il paniere ICPA per il 2015 comprende 1.457 prodotti, che sono diminuiti rispetto ai 1.463 del 2014, aggregati in 623 posizioni rappresentative, a fronte delle 619 del 2014.

Un paniere quindi che si restringe nel tempo dimostrando come l’attenzione per alcuni servizi green di mobilità sostenibile riveli una confluenza tra necessità e sensibilità, a indicare come l’attenzione per i consumi energetici divenga sempre più importante mentre escono di scena alcuni settori dell’hi tech a fronte della resistenza di altri di ultima generazione.

Rivela però anche l’incidenza sempre maggiore di un tipo di intolleranze come quella al glutine, che da parte di molti studi viene attribuita ad un alimentazione anch’essa in continua trasformazione.

4 febbraio 2015
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