Pangasio contaminato da mercurio: elevati pericoli per i bambini

I filetti di pangasio congelati possono esporre chi li consuma ad alti livelli di mercurio, avendo così potenziali conseguenze negative sulla salute di chi li porta in tavola. Per tale motivo occorrerebbe fare attenzione ai bambini eliminando tale alimento dalla loro dieta.

È quanto rivela un nuovo studio condotto dai ricercatori della Universidad de La Laguna, nelle Isole Canarie in Spagna, pubblicato sulla rivista Chemosphere. Nome scientifico Pangasius hypophthalmus, questo pesce originario del Vietnam è uno dei più consumati per via del basso costo, il gusto delicato e il modo in cui si presenta (in forma di filetti senza pelle e senza ossa).

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A causa però degli alti livelli di contaminazione in cui vive, e al fatto che per natura è un predatore, accumula durante la sua vita una maggiore concentrazione di mercurio, secondo lo studio, che poi finisce nel corpo delle persone che lo mangiano.

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Scopo dei ricercatori era quello di valutare il rischio tossico da ingestione di mercurio causato del consumo di questo pesce: i risultati ottenuti hanno mostrato un alto livello di concentrazioni di mercurio, tra gli 0,10 e gli 0,69 milligrammi per chilo, con un valore medio di 0,22 mg/kg. Per questo motivo, supponendo un consumo settimanale di 350 grammi di pangasio, il tasso della dose settimanale tollerabile di mercurio per il corpo umano può destare preoccupazioni.

Per tale motivo, sottolineano i ricercatori, è necessario un controllo esaustivo del contenuto di mercurio in questo tipo di pesce, inoltre si consiglia di limitarne il consumo ai bambini, così da ridurne l’esposizione a possibili rischi per la salute.

10 maggio 2018
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