Giungono buone notizie sul fronte della protezione degli animali selvatici: i panda, una delle specie più riconosciute e amate dall’opinione pubblica, non è più in pericolo d’estinzione. È la conclusione a cui sono giunti gli esperti la scorsa settimana, testimoniando il successo delle iniziative che, in tutto il mondo, ne hanno permesso la conservazione negli ultimi decenni. La notizia, tuttavia, non deve spingere ad adagiarsi sugli allori: questi esemplari, infatti, rimangono comunque vulnerabili.

Nella giornata di ieri, l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) ha deciso di riclassificare la specie dei panda, togliendola dalla lista degli animali a rischio d’estinzione e aggiornandola allo status di “vulnerabile”. Tutto merito degli interventi di conservazione che sono stati messi in atto negli ultimi decenni, in particolare a partire dal 2003, soprattutto in Cina.

Dagli inizi degli anni 2000 al recente 2014, il numero dei panda in libertà è aumentato di ben il 17%, da 1.600 esemplari ai 2.060 attuali. Un fatto non da poco, se si considera come questa specie fatichi a riprodursi, poiché il periodo di fertilità annuale è ridotto a una brevissima finestra di pochi giorni. Così spiega l’IUCN:

Questo migliorato status conferma gli sforzi del governo cinese siano stati efficaci per la conservazione di questa specie. Ora, per continuare a proteggere questa specie, è necessario proseguire con le misure di protezione delle foreste e contro altre minacce emergenti.

L’ottimo risultato ottenuto, così come già accennato, è merito delle più severe politiche volute dalla Cina, dove vive la gran parte dei panda. Grazie a norme più restrittive sull’urbanizzazione e la deforestazione, nonché pene severissime per bracconaggio e affini, i panda hanno potuto tornare a prolifera. Va comunque sottolineato come le foreste di bamboo, di cui l’animale si nutre, siano sempre meno frequenti: se si vorrà mantenere questo status in futuro, o addirittura migliorarlo ulteriormente, sarà necessario puntare sull’espansione di aree verdi dominate da questa coltivazione.

5 settembre 2016
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