Secondo uno studio condotto su un gruppo di panda, pubblicato sulla rivista Animal Cognition, l’emblema mondiale del WWF non sarebbe in grado di riconoscersi allo specchio. Anzi l’animale dal manto bianco e nero tenderebbe a considerare una minaccia il riflesso riprodotto, assumendo un comportamento ostile e combattivo. Il risultato dello studio rimarcherebbe una volta di più la necessità di far convivere maggiormente questi esemplari tra di loro, anche in piccoli gruppi, processo indispensabile per incentivare la coscienza di loro stessi. Il panda è una specie a rischio estinzione, la sua difficile riproduzione mette l’animale in pericolo. Per questo eventuali nascite e fecondazioni vengono accolte sempre con molto entusiasmo.

Ma a quanto pare ora emergerebbe questa scarsa consapevolezza di se stesso da parte dell’animale, non riconoscendosi allo specchio. Il test, utilizzato anche con i bambini di due anni per evidenziare l’individuazione della propria persona, prevede la presenza dell’animale e di uno specchio posto di fronte. Un segno effettuato sul viso, sulla testa o sul corpo dovrebbe indirizzarlo verso il riconoscimento del proprio essere. Solitamente il soggetto mette a fuoco il segno distintivo dell’immagine riflessa, toccando la parte in questione oppure girando intorno allo specchio. Molti animali sottoposti al test hanno superato perfettamente la prova, come ad esempio scimpanzé, bonobo, delfini, elefanti asiatici e anche i piccioni.

Sottoposti al test, i 34 panda prescelti non solo non si sono riconosciuti ma non hanno neppure individuato il segno posto sul loro corpo, piuttosto hanno mostrato un comportamento combattivo come se l’immagine fosse quella di un avversario. Il coautore della pubblicazione, Liu della Beijing Normal University in Cina, evidenzia come il progetto abbia esito negativo in animali solitari come il panda. Questo risultato potrebbe condurre alla costruzione di spazi e recinti più accoglienti per gli esemplari in cattività, introducendo vetri unidirezionali che non riflettano l’immagine degli animali evitando perciò di stressarli.

30 gennaio 2015
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