Panda minacciati dal global warming

Un cambiamento climatico costante e inesorabile potrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza del bambù e di conseguenza quella del panda selvatico. La piaga del surriscaldamento della terra, causata dall’inquinamento e da una politica ecologica sbagliata, è la motivazione dell’estinzione di molte specie animali e vegetali. Ora il bambù è il protagonista di un studio pubblicato su Nature Climate Change, e realizzato dai ricercatori della Michigan State University e dell’Academy of Sciences cinese.

La delicata pianta, la cui fase di riproduzione e rigenerazione dura dai 30 ai 35 anni, rischia di scomparire dal pianeta. La sua assenza potrebbe diventare un dramma e una mancanza rilevante per il panda, che si nutre quasi esclusivamente di bambù. La pianta, in particolare, cresce in modo selvatico nelle terre isolate delle montagne Qinling nella provincia di Shaanxi. Un luogo raccolto e lontano dal mondo, dove vivono serenamente 275 panda selvatici che si nutrono esclusivamente di bambù.

Il cambiamento climatico in atto potrebbe modificare drasticamente l’ecosistema entro la fine del 21esimo secolo, impattando negativamente sull’equilibrio ambientale. Non solo la sparizione del bambù metterebbe in serio pericolo il panda, ma la sua assenza risulterebbe negativa per molti altri animali. Il bambù e la sua crescita fitta e rigogliosa consente riparo e sicurezza per molte specie. Ma anche sostentamento alimentare per molti animali, i quali contemplano nella loro dieta la pianta verde.

È una condizione davvero difficile, che potrebbe decretare la fine dell’animale più a rischio di estinzione di tutti. Il panda, simbolo della lotta ecologista e ambientale, potrebbe definitivamente estinguersi. Una vera catastrofe per l’ecosistema e l’equilibrio mondiale.

16 novembre 2012
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