Una disavventura pre-natalizia per un curioso panda di Taiwan, vittima di un incidente fortunatamente senza conseguenze. L’animale, infatti, ha ingoiato un pericoloso ago per prelievi, rimanendone però illeso. Lo strumento medico è stato infatti espulso con le feci, miracolosamente senza ferire il tratto digerente del quadrupede.

Il tutto è accaduto presso lo zoo di Taipei, dove Yuan Zai – un panda di due anni d’età – ha frettolosamente ingoiato un ago per prelievo, utilizzato dallo staff veterinario per estrarre un campione di sangue per delle analisi di routine. Il personale non è riuscito nell’impresa di impedire al panda di ingoiare il pericoloso strumento, un ago lungo qualche centimetro e dotato di alette, come la classica “farfallina” per prelievi.

L’esemplare, una femmina, è stata quindi immediatamente sottoposta a tutti gli accertamenti di rito e, con grande stupore, non vi è stato alcun danno al suo apparato digerente. Un controllo ai raggi X, infatti, ha confermato come l’ago stesse viaggiando lungo il tratto digerente, senza però incontrare ostacoli sul suo cammino, tanto da aver superato l’esofago senza conseguenze. Nonostante sia stata immediatamente pianificato un intervento chirurgico di rimozione, non vi è stato bisogno di sottoporre l’animale alla procedura: dato un transito intestinale molto veloce, il panda ha espulso autonomamente l’ago con le feci, prima che la chirurgia potesse essere pianificata.

Così come riporta UPI, i veterinari non ritengono l’animale possa aver subito altre conseguenze dal passaggio dell’ago da siringa nel suo organismo, anche perché il quadrupede non manifesta alcun sintomo, trovandosi in buona salute. Verranno comunque condotti dei controlli estensivi per escludere anche la più remota delle possibilità, assicurando così all’animale tutte le cure mediche che si dovessero eventualmente rendere necessarie. L’incidente sembra comunque aver lasciato sorpreso gli stessi esperti: il panda si è rivelato particolarmente fortunato, poiché l’ingestione involontaria avrebbe potuto causare conseguenze anche gravi.

23 dicembre 2015
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Fonte:
UPI
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