Gli sforzi di conservazione sembrano iniziare a fornire i risultati sperati. È quanto si apprende dall’ultima indagine sulle popolazioni di panda in Cina, dove il numero di esemplari sarebbe cresciuto del 17% negli ultimi 10 anni. Lo rivela un’indagine della State Forestry Administration (SFA), sulla base di dati storici collezionati tra il 2003 e il 2013.

Il numero di esemplari liberi nelle foreste cinesi sarebbe in aumento da 1.596 del 2003 ai 1.864 del 2013, un incremento promettente pari al 16.8% su base decennale. Oltre a questo, sembra si siano anche estesi gli spazi dedicati all’habitat naturale di questa caratteristica specie, con una crescita in due lustri dell’11.8%, pari a 2.58 milioni di ettari dedicati. I panda in libertà si aggiungono ai già esistenti 375 esemplari accuditi in cattività, di cui 166 maschi e 209 femmine, inseriti in progetti di recupero e studio per politiche future di conservazione. Il report, tuttavia, svela come il 12% della popolazione selvatica sia comunque ad alto rischio, per un totale di 223 capi.

La crescita nella popolazione di panda selvatici è una vittoria per la conservazione, certamente una da celebrare. L’aumento della popolazione è un testamento dell’impegno accordato dal governo cinese negli ultimi 30 anni per la conservazione dei panda.

I panda, il cui habitat naturale si estende per gran parte delle catene montuose della Cina sud-occidentale, sono da diversi decenni una specie a rischio d’estinzione. Oltre all’azione dell’uomo, che nel corso del ‘900 ne ha ridotto fortemente gli spazi e le chances di sopravvivenza, questi animali si caratterizzano per delle ridotte chances di riproduzione. Gli esemplari sono infatti fertili per pochissimi giorni l’anno e, fatto non da poco, spesso questi periodi non coincidono tra maschi e femminile. Un’evenienza che ne riduce drammaticamente le chances di moltiplicazione in libertà, mentre in cattività i cicli riproduttivi sono monitorati, affinché si possa procedere con una fecondazione programmata dai veterinari delle tante strutture ospitanti.

9 marzo 2015
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