È uno dei siti naturali più singolari del mondo, nonché meta per milioni di turisti ogni anno. Con le sue grandi cascate bianche, solo apparentemente ghiacciate, Pamukkale non potrà che stupire il turista. Quali sono le caratteristiche di questo paradiso turco e quali meraviglie si possono ammirare?

Di seguito, qualche informazione sull’incredibile località nel cuore della Turchia e sulle caratteristiche uniche delle sue acque, tali da creare terrazze di sedimenti e travertino, nonché ospitare acque di un’intensa colorazione azzurra.

Pamukkale, storia e cenni geografici

Pamukkale è un sito naturale della Turchia sud-occidentale: l’area, estesa per ben 2.700 metri di lunghezza, si trova nella provincia di Denizli e dista circa una ventina di chilometri dall’omonimo capoluogo. A circa 65 chilometri dall’aeroporto Cardak, con cui è collegata da un paio di voli ogni giorno, per raggiungere questa località meravigliosa si può approfittare di treni, linee giornaliere d’autobus e taxi collettivi.

L’area si caratterizza per un aspetto surreale, luminoso e senza pari in altre parti del mondo. Lungo la sua estensione, infatti, sono presenti numerose terrazze in travertino, poste su più livelli fino a 160 metri d’altezza. Da queste partono numerose cascate, dalle altezze più disparate, capaci di trasportare complessivamente fino a 465 litri d’acqua al secondo. Sebbene lo scorrimento dell’acqua e l’erosione nel tempo abbiano conferito alle terrazze in travertino e calcare l’aspetto tipico di cascate ghiacciate, da cui peraltro deriva il nome, le fonti sono in realtà d’acqua calda. A seconda delle sorgenti, infatti, si potranno trovare grandi piscine, di profondità variabile, ricolme di acqua dai 30 fino anche ai 100 gradi. Una condizione, questa, anche garantita dalla particolare posizione geografica del sito: trovandosi all’interno della regione Egea, e lambita dalle correnti del fiume Meandro, Pamukkale può godere di un clima temperato per la gran parte dell’anno.

Sulle cime di Pamukkale, e nei suoi dintorni, sorgono l’omonimo centro abitato e le rovine di Hierapolis, una città ellenistico-romana dell’antica Frigia. Pamukkale è da sempre un’importante meta turistica per la Turchia, frequentata da milioni di visitatori ogni anno. L’area, in accoppiata proprio con le rovine di Hierapolis, è inoltre stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Calcare, terrazze e acque termali

La regione in cui sorge Pamukkale è stata storicamente coinvolta da frequenti fenomeni tellurici. I grandi terremoti, susseguitisi con una certa regolarità nei secoli, hanno favorito la nascita di numerose fonti termali, dalle peculiarità uniche in tutto il globo. L’acqua che sgorga dal sottosuolo, infatti, è satura di ioni di calcio e di anidride carbonica, quindi di acido carbonico. A contatto con l’aria esterna, l’acqua perde proprio anidride carbonica generando bicarbonato di calcio: questo, a causa della riduzione della temperatura dovuta al clima esterno, precipita e determina, tramite la sovrapposizione di strati negli anni, delle singolari costruzioni naturali in calcare e travertino.

L’aspetto finale è quello di una grande fortezza arroccata sul profilo della montagna, arricchita da numerose cascate solo apparentemente ghiacciate, quindi da grandi pozze dall’intensa colorazione turchese. Quel che rende del tutto unica la località, però, non è solo la meraviglia creata dalla natura, ma anche e soprattutto quella nata per mano dell’uomo. Visitando Pamukkale, infatti, si potranno visitare strade colonnate, tempi e anfiteatri sia di origine romana che greca. Non è tutto, poiché molte delle piscine termali in cui ci si può immergere derivano proprio da quel periodo, all’incirca al 36 dC.

Turismo e conservazione

Così come già accennato, Pamukkale è una delle località turistiche più frequentate e gettonate della Turchia. Per questo motivo, soprattutto nel ‘900, nell’area sono state costruite numerose strutture di ricezione, quali hotel, ristoranti e centri termali, non sempre nel pieno rispetto della storia e delle specificità del luogo. Per diverso tempo, infatti, alcuni scarichi delle acque reflue furono immessi direttamente nell’area termale, inoltre parte delle rovine di Hierapolis sono state purtroppo irrimediabilmente distrutte.

Con l’intervento dell’UNESCO, tuttavia, gran parte del sito è stato recuperato e messo in sicurezza, affinché possa sopravvivere nel tempo. Le vecchie strade asfaltate sono state ricoperte, con un percorso tra piscine e travertino da attraversare rigorosamente a piedi nudi. Sono stati quindi costruiti nuovi bordi, per agevolare il recupero dell’acqua, mentre alcune terrazze vengono ciclicamente svuotate, affinché il sole ne possa sbiancare le pareti e si possano rimuovere i detriti. Tutti questi interventi hanno permesso a Pamukkale, nel corso degli ultimi decenni, di riacquistare il suo bianco naturale.

31 luglio 2016
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I vostri commenti
ferdinando, lunedì 1 agosto 2016 alle21:42 ha scritto: rispondi »

è fantastico.

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