La grande festa di San Firmino infiamma Pamplona da ieri. Mentre scriviamo si è appena concluso – senza incidenti – il primo “encierro”, la tradizionale corsa dei tori per le strade della città, che anticipa la corrida vera e propria.

Da anni, in maniera simile alle critiche al Palio di Siena, gli animalisti chiedono la fine di questa tradizione che definiscono “barbarica”. E rispetto alla gara senese, la violenza cui gli animali sono sottoposti non è né incidentale, né non voluta. Tra le proteste più spettacolari ricordiamo quelle proposte negli ultimi anni dalla PETA: la contro-organizzazione di corse di attivisti “nudi”.

Si ripete, insomma, il conflitto fra gli elementi più folcloristici delle tradizioni europee e l’etica ambientalista/animalista che ne rintraccia l’obsolescenza e la drammaticità. Ci si chiede se sia giusto sottoporre shock psicologici e violenza fisica agli animali solo per soddisfare dei “futili” desideri umani.

Ma come hanno dimostrato i commenti al nostro articolo sul Palio di Siena, evento che per quanto discutibile non presenta tutte le criticità tipiche degli encierros, per moltissime persone è importante pure chiedersi se sia giusto o meno tagliare i ponti con delle tradizioni secolari, di cui è nutrita la nostra storia popolare, oltre che i ricordi di ogni partecipante.

Non ci illudiamo di poter concludere la questione in queste poche righe e lasciamo il problema aperto, invitandovi a esprimere la vostra opinione.

7 luglio 2011
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I vostri commenti
Mauro, giovedì 7 luglio 2011 alle10:33 ha scritto: rispondi »

ma certo!!!

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