Il palombo, il cui nome scientifico è Mustelus mustelus, è uno squalo non pericoloso per l’uomo. È un pesce predatore che si nutre di aringhe e crostacei.

Dal punto di vista morfologico è un pesce di dimensioni medio-grandi: l’esemplare adulto può raggiungere una lunghezza di 160-170 centimetri e il peso di 13-15 kg, di colore grigio uniforme sulla parte dorsale e bianco sul ventre.

Il palombo vive nell’Oceano Atlantico orientale, dal largo della Francia fino al Sudafrica e nel Mar Mediterraneo. È uno dei pesci che più spesso, soprattutto in passato, è stato oggetto di frodi: non di rado gli organismi di controllo hanno trovato filetti di smeriglio venduti al posto di palombo.

Ha da molti anni conquistato un ruolo nell’alimentazione umana: è comune trovarlo sui banchi dei mercati e dei supermercati della grande distribuzione. Di solito, il palombo viene venduto già spellato e in tranci: le sue carni sono prive di spine, compatte e dal sapore deciso ma gradevole.

Caratteristiche nutrizionali

Le carni del palombo sono perlopiù ricche di proteine: una porzione da 100 g di questo pesce ne apporta 16 g. È un pesce magro, contiene solo l’1.2% di grassi, e infatti un filetto da 100 g apporta solo 80 kcal.

Il palombo è anche una fonte di colesterolo, 70 mg ogni 100 g di pesce. L’apporto è da cosiderarsi del tutto limitato anche perché un individuo adulto sano dovrebbe assumere con la dieta circa 300 mg di colesterolo al giorno. Una porzione di palombo apporta solo il 23% della quantità massima giornaliera consigliata.

È una ricca fonte di sali minerali, soprattutto ferro, potassio, calcio e fosforo e di vitamine come la B1 o tiamina, la B2 o riboflavina, la B3 o niacina, vitamina A e vitamina D.

Secondo il modello della dieta mediterranea, una porzione di pesce andrebbe servita in 3-4 pasti alla settimana come principale fonte proteica. Il palombo è un pesce facile da cucinare e l’assenza di spine lo rende adatto anche alle ricette destinate ai bambini e agli anziani.

Cuocere al cartoccio per conservare i valori nutrizionali

I tranci di palombo possono essere facilmente cotti al forno in cartoccio: questa cottura è alla portata di tutti perché è facile e veloce, inoltre assicura la buona conservazione delle caratteristiche nutrizionali e organolettiche del pesce.

La ricetta per 4 persone:

  • 400 g di palombo in tranci;
  • 2 scalogni o cipolle bianche tagliate in fettine sottili;
  • 2 rametti di rosmarino;
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva.

Preriscaldate il forno a 200°C. Nel frattempo preparate un foglio di carta da forno abbastanza ampio da contenere i tranci di palombo e poterlo richiudere a cartoccio.
Spennellate la carta da forno con un po’ di olio, distribuitevi sulla superficie la cipolla, quindi adagiate le fette di palombo. Condite con un l’olio extravergine di oliva, unite il rosmarino e chiudete il cartoccio arrotolando bene i bordi. Cuocete in forno caldo per circa 30 minuti.

La ricetta è un secondo piatto: per servirla in un pasto sano ed equilibrato andrà accompagnata da un primo, come ad esempio una porzione di pasta condita con pomodoro fresco, basilico, un po’ di olio a crudo e una abbondante porzione di verdura fresca di stagione. Un pasto equilibrato deve sempre apportare la giusta quota di carboidrati, grassi, proteine e fibre alimentari.

18 agosto 2015
I vostri commenti
Alfredo Fazio, mercoledì 19 agosto 2015 alle12:21 ha scritto: rispondi »

Sarebbe interessante dare informazioni, quando si pubblicano ricette che contengono pesce, sul tenore di metalli pesanti in genere ed in particolare di mercurio nonchè di componenti di materie plastiche che con queste ricette si andranno ad assumere. In modo che ci si possa regolare su un'alimentazione a base di pesce ripetuta più volte a settimana. Ing. Alfrdo Fazio

Alfredo Fazio, mercoledì 19 agosto 2015 alle10:10 ha scritto: rispondi »

Al di la dei valori nutrizionali e per completezza dell'informazione gradirei, nell'interesse di tutti soprattutto della loro salute, che fosse pubblicato anche il tenore dei metalli pesati presenti nei pesci e soprattutto del mercurio in modo che ciascuno di noi possa scegliere se mangiarne o meno. Non credete? Grazie e saluti. Ing. Alfredo Fazio

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