Packaging: mangeremo i contenitori per cibi

Packaging: una delle piaghe moderne per l’ambiente, con i miliardi di scatole, sacchetti, buste, utensili in plastica consumati ogni giorno. Un vero e proprio danno ecologico, considerato come la produzione di scatolame in plastica sia inquinante all’origine e come sia difficile smaltirlo dopo l’uso, nonostante gli sforzi di riciclo. Un destino funesto che, tuttavia, non perdurerà ancora a lungo: in futuro, infatti, i contenitori per cibi saranno commestibili.

È forse colpa del marketing assordante, così di un’eccessiva attenzione all’igiene, se i prodotti alimentari odierni sono racchiusi in strati e strati di plastica, involucri che diventano vere e proprie matriosche senza fine. Basti pensare alla transizione iniziata negli anni ’80 dalla bottiglia di acqua minerale in pulito vetro al ben più inquinante PET, oppure alle varie merendine adagiate su uno strato di cartone, a sua volta inserito in una busta di plastica, a sua volta ancora adagiato in una scatola di cartone più grande richiusa da un ulteriore sacchetto. Uno spreco continuo, dettato dal commercio. Ma grazie al WikiCells Project presto i contenitori saranno commestibili e, fattore non da poco, deliziosi sul palato.

L’idea è venuta qualche anno fa al designer francese François Azambourg, il quale ha pensato bene di realizzare delle bottiglie che fossero completamente commestibili e, non ultimo, che non si dissolvessero al contatto con i liquidi. La teoria sembra complicata, ma l’applicazione pratica apparirebbe indolore e scevra da costi di produzione astronomici:

«La nozione delle WikiCell deriva dall’inglobare un liquido, schiuma o qualsiasi altra cosa in una membrana morbida sostenuta da particelle di cibo fra di loro interconnesse da cariche elettrostatiche e da una piccola quantità di un polimero naturale. […] Si immagini uno yogurt racchiuso in una membrana alla frutta. Avremo un prodotto che assomiglierà in consistenza a una mozzarella, ma una volta tagliato rivelerà al suo interno il normale yogurt.»

Il progetto sarebbe tutt’altro che fantascientifico, considerato come alcuni prodotti siano già disponibili al Lab Store di Parigi, il quartier generale di Azambourg. Qui i coraggiosi curiosi possono assaggiare alcune delle pietanze e, a quanto pare, i contenitori naturali sarebbero gradevolmente saporiti. Prima di arrivare definitivamente sul mercato, però, il team di WikiCell dovrà concentrarsi sulla stabilità della soluzione, in modo che non vi siano danni per i cibi o che la membrana si dissolva in caso di temperature troppo alte o troppo basse, umidità e altri agenti atmosferici. Nel frattempo ci si può affidare a quelle aziende, quelle biologiche in particolare, che han deciso di ridurre all’essenziale il packaging per i loro prodotti alimentari.

4 marzo 2012
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