La passione per l’orto o il giardinaggio non passano unicamente dalla coltivazione di prelibate verdure e splendidi fiori, ma anche e soprattutto dalle opere di manutenzione. Fra queste, la pacciamatura è di certo una delle più frequenti e diffuse, anche in ambito domestico. Ma di cosa tratta e, in particolare, come si realizza?

La pacciamatura è una pratica utilissima per il benessere dell’orto o delle aiuole fiorite, soprattutto nei mesi più freddi dell’anno. Prima di addentrarsi nella sua trattazione, però, vale la pena fornire un consiglio preliminare: è sempre utile chiedere consiglio al proprio fornitore di botanica di fiducia, per vagliarne la necessità a seconda delle condizioni atmosferiche del proprio luogo di residenza.

Pacciamatura: cosa è

La pacciamatura è una tecnica molto diffusa sia in agricoltura che in giardinaggio, nata per prevedere uno strato isolante sul suolo, utile per ottenere svariati risultati. Con questa pratica, infatti, si può contenere la crescita delle erbacce, si contribuisce a mantenere un giusto equilibrio in termini di umidità del suolo, si evita l’azione di roditori e altri animali, si conserva la temperatura nei mesi più freddi, si protegge il terreno dall’eccessiva insolazione e molto altro ancora.

Per realizzare la pacciamatura si ricorre solitamente a un materiale inerte, sia di natura organica o riciclo – come corteccia, paglia e foglie secche – ma anche con prodotti industriali atti a questo scopo, quali speciali teloni isolanti. Nella pratica, lo strato isolante lascerà spuntare in superficie unicamente le verdure e i fiori che si desidera coltivare, ricoprendo invece la restante porzione di terreno. Come già accennato, così facendo le erbe infestanti non avranno modo di crescere, ma anche si manterrà un’adeguata temperatura del terreno, meno esposto ai fenomeni atmosferici esterni, siano essi estivi oppure invernali.

I materiali

Sono molti i materiali che possono essere utilizzati per la pacciamatura. La loro scelta varia ovviamente in base alle proprie disponibilità nonché alla destinazione d’uso: per una piccola aiuola si potrebbe optare per della semplice corteccia, per un grande campo coltivato sarà invece più indicato un telone isolante di produzione industriale.

La pacciamatura, così come già accennato, permette di approfittare facilmente del riciclo: ideali possono essere foglie secche, legnetti, cortecce, paglia e strame, ma anche bucce di cocco, fibre di canapa, rafia, juta e molto altro ancora. Particolarmente diffuso, soprattutto per i piccoli vasi domestici, è il ricorso alle palline d’argilla espansa o alla ghiaia, oppure al tessuto non tessuto, non solo specificatamente ideato a scopo agricolo, ma anche recuperato dagli imballaggi. Per i teloni, invece, solitamente si ricorre a grandi ritagli in materiale plastico, quali il cellophane o il PVC.

Come si realizza

Realizzare una pacciamatura a livello domestico, oppure nell’orto in giardino, è abbastanza semplice: di solito, soprattutto quando la coltivazione è un divertente hobby, gli spazi non sono molto estesi. È sufficiente stendere uno strato isolante a seconda del materiale scelto, lasciando spuntare unicamente le varietà coltivate.

Se si opta per la fibra di cocco, ad esempio, sarà sufficiente disporla in modo uniforme sul terreno, adagiandola con delicatezza fino all’attacco radicale delle piante. In caso si fosse scelto il telone, invece, ovviamente andranno effettuati dei fori in corrispondenza delle piantine.

Il materiale inerte dovrebbe essere lasciato in posizione solo quando necessario, ad esempio nel corso dell’inverno, per poi rimuoverlo nelle stagioni più calde o, in alternativa, a seconda delle necessità della varietà coltivata. Un ricorso eccessivo, infatti, potrebbe rendere troppo umido il terreno, favorendo così un ambiente idoneo allo sviluppo di larve e fastidiosi insetti.

20 febbraio 2016
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