È pubblico il nuovo Pacchetto Energia e Clima della Commissione UE. Il documento è intitolato “Clean Energy for All Europeans”, consta di circa 1000 pagine e contiene alcune importanti novità per quanto riguarda settori chiave della Green Economy quali fonti rinnovabili, efficienza energetica e bioenergie.

Diverse modifiche riguarderanno quindi il lato “green” dell’energia europea. A queste variazioni sarà affidato il triplice obiettivo, spiega la Commissione UE in una nota ufficiale, di:

Privilegiare l’efficienza energetica, conquistare la leadership a livello mondiale nelle energie rinnovabili e garantire condizioni eque ai consumatori.

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Rinnovabili

Sul fronte rinnovabili c’è delusione da parte di chi attendeva un ulteriore innalzamento della quota da raggiungere entro il 2030: percentuale ferma al 27%, in linea con le indicazioni espresse dal Consiglio Europeo.

Confermata l’eliminazione delle priorità di dispacciamento per i nuovi impianti alimentati da energie rinnovabili, se superiori in potenza ai 500 kW. Tale quota scenderà, a partire dal 2026, a 250 kW. Le condizioni relative agli impianti già esistenti non subiranno modifiche in tal senso.

Il sostegno alle fonti rinnovabili da parte degli Stati membri dovrà essere orientato al mercato, nel quale le energie “green” dovranno sfidare le “fossili” alla pari. Ciò dovrà tuttavia avvenire dietro la creazione di un “terreno di scontro” livellato.

Due importanti indicazioni sembrerebbero arrivare a favore della stabilità normativa del settore e in relazione all’autoconsumo, a cominciare dalla semplificazione degli iter autorizzativi. Vengono inoltre fissati tre parametri per quanto riguarda i meccanismi incentivanti: apertura transfrontaliera; visibilità sul lungo termine dei meccanismi di supporto; non retroattività delle misure. Quest’ultimo punto mira nello specifico a restituire sicurezza al settore garantendo una più agevole pianificazione degli investimenti.

Entro nello specifico all’interno del terreno dell’autoconsumo, i cosiddetti prosumer dovranno essere considerati “una risorsa per il sistema energetico” e potranno organizzarsi in gruppi per quanto riguarda generazione, consumo, stoccaggio, e vendita dell’energia prodotta attraverso energie rinnovabili. Come spiegano le fonti UE:

I consumatori dovranno poter autoconsumare energia senza restrizioni indebite e dovranno essere remunerati per l’energia che cedono alla rete.

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Efficienza energetica

A differenza di quanto previsto per le fonti rinnovabili, nel settore dell’efficienza energetica l’auspicato innalzamento del target al 2030 è salito dal 27 (indicato dal Consiglio UE) al 30%. Si tratterà di un obiettivo vincolante, che contribuirà a centrare importanti risultati in termini di riduzione delle importazioni di combustibili fossili (-12% al 2030 secondo stime UE, per un risparmio economico di 70 miliardi di euro) e la creazione di 400 mila posti di lavoro.

In quanto target vincolante sarà responsabilità di tutti gli Stati membri il suo raggiungimento, da ottenere grazie ai rispettivi Piani nazionali per energia e clima. Fornitori e distributori di energia saranno inoltre obbligati alla riduzione dei propri consumi, tra il 2021 e il 2030, dell’1,5% all’anno. Parte delle misure rivolte all’efficienza dovranno rivolgersi ai consumatori vulnerabili, al fine di contrastare la povertà energetica.

Nel testo è stato inserito anche un “quadro generale per il miglioramento dell’efficienza” e norme specifiche destinate ai settori edilizia, prestazioni energetiche dei prodotti (“ecodesign”), informazione ai consumatori (“energy labelling”) e aspetti finanziari. Al fine di stimolare investimenti pubblici e privati (per ulteriori 10 mld di euro al 2020), nel documento viene prevista inoltre una “Smart finance for smart buildings”.

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Bioenergie

Inserite nella categoria “Bioenergie” anche le biomasse e il biogas, destinati al riscaldamento e alla generazione di energia elettrica. Vengono tuttavia fissati dall’UE criteri più stringenti per quanto riguarda la sostenibilità dell’intera produzione del settore bioenergetico.

Alcuni esempi chiariscono meglio le nuove indicazioni UE: i biocarburanti avanzati dovranno emettere, a partire dal 2020, il 70% in meno di gas serra rispetto a quelli fossili; gli “impianti di cogenerazione” da biomasse e biogas superiori a 20 MW avranno l’obbligo di consentire un risparmio in termini di gas serra pari all’80%; le biomasse forestali impiegate nella produzione di energia avranno standard rigorosi e la loro produzione dovrà tenere conto del “cambiamento indiretto di uso del suolo, detto lulucf”.

Reazioni dal mondo ambientalista e delle rinnovabili

È negativo il parere espresso da Legambiente in merito al Pacchetto Energia della Commissione UE. Scarsa ambizione e spinta insufficiente verso il rispetto dei target fissati con l’Accordo di Parigi secondo l’associazione, che vede nelle disposizioni sull’efficienza energetica un “primo insufficiente passo nella giusta direzione”:

Le proposte della Commissione UE, presentate oggi con il cosiddetto Pacchetto di inverno, non consentono all’Europa di accelerare la transizione verso un sistema energetico libero da fossili entro il 2050 e sono in piena contraddizione con gli impegni assunti a Parigi e ribaditi solo pochi giorni fa a Marrakech.

Per poter contenere l’aumento della temperatura globale entro 1.5 °C, secondo quanto previsto dall’Accordo di Parigi serve un cambio di rotta per stare al passo con il resto del mondo accompagnato da obiettivi climatici ed energetici europei più ambiziosi, a partire da rinnovabili ed efficienza energetica, insieme a efficaci misure attuative a livello nazionale per dare fiducia a cittadini ed imprese sempre più interessati a investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica.

Un Pacchetto Energia ancora troppo “sporco” secondo quanto ha dichiarato il WWF, che vede nelle disposizioni delle possibili minacce per lo sviluppo delle rinnovabili e la perdita di alcune importanti opportunità per quanto riguarda l’efficienza energetica:

C’è il rischio che alcune proposte della Commissione facciano compiere passi indietro, ad esempio, aprendo la porta alle sovvenzioni per il carbone minando così il sostegno alle energie rinnovabili e perdendo l’occasione offerta dall’efficienza energetica. Altro elemento che preoccupa è che la Commissione ritenga che bruciare più alberi sia un modo di affrontare i cambiamenti climatici.

Negativo è inoltre il parere di Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, per quanto riguarda nello specifico le fonti rinnovabili:

Gli investimenti europei nelle rinnovabili sono diminuiti fortemente e oggi sono inferiori a quelli di Cina e Stati Uniti. Le proposte contenute in questo pacchetto non sono in grado di dare un segnale forte a chi sta investendo e innovando nell’economia verde europea e rischiano di lasciare che altri raccolgano i frutti delle politiche avviate in passato dalla UE.

Fortemente negativo anche il parere espresso, per quanto riguarda le disposizioni in materia di energie rinnovabili, dal Coordinamento FREE (con riferimento alla pubblicazione nella giornata di ieri, mercoledì 30 novembre 2016) del Pacchetto Energia UE:

Oggi è il “black wednesday” delle rinnovabili e dell’efficienza energetica in Europa. L’Unione Europea ha deciso di dare un colpo violento alla diffusione delle energie pulite, togliendo a queste ultime la priorità di dispacciamento nelle reti elettriche.

Una discriminazione che si aggiunge ad una mole di regole, oneri, e ostacoli che non aiutano la diffusione delle rinnovabili nel Vecchio Continente. L’Europa a parole dice di voler essere protagonista dell’abbattimento delle emissioni di gas serra come previsto da COP22 e dagli accordi di Parigi e invece alla prima occasione si dimostra in contrasto con queste premesse.

1 dicembre 2016
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