La sopravvivenza delle ostriche minacciata dall’invasione di microplastiche. A sostenerlo un gruppo di scienziati francesi e belgi, il cui studio è stato pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences”. Il rischio sarebbe connesso nello specifico alla capacità da parte dei molluschi bivalvi di crescere e riprodursi.

Una situazione ritenuta preoccupante dai ricercatori, che affermano come sia sufficiente un periodo di due mesi di esposizione ad acque inquinate dalla plastica per scatenare una riduzione del tasso di riproduzione del 41%. Il dato è emerso al termine dello studio condotto dagli esperti franco-belgi e ottenuto mediante comparazione con un gruppo di controllo.

Data la loro dimensione ridotte, pari a quella del fitoplancton di cui si nutrono di norma le stesse ostriche, la microplastiche vengono ingerite con facilità dai bivalvi. Una situazione che va aggravandosi di anno in anno, proseguono i ricercatori, con un quantitativo di rifiuti in plastica che raggiunge l’oceano compreso tra i 4 e i 20 milioni di tonnellate all’anno.

A condurre lo studio i ricercatori del Laboratoire des Sciences de l’Environnement Marin (Plouzané, Francia), del Centre de Documentation de Recherche d’Expérimentations (Brest, Francia) e dell’Instituut poor Landbouw en Visserijonderzoek (Ostend, Belgio).

3 febbraio 2016
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