L’osteoporosi è una malattia scheletrica durante la quale si verifica un indebolimento della struttura ossea, sia a livello dello strato corticale esterno, che di quello trabecolare interno. Il processo di demineralizzazione prevale su quello di mineralizzazione: ciò comporta una riduzione progressiva della massa ossea.

L’osteoporosi colpisce per la maggior parte donne in menopausa, ma non esclusivamente. La malattia conclamata non è curabile, i farmaci a disposizione della terapia ne rallentano e controllano la progressione ma non la fermano.

La prevenzione dell’osteoporosi si basa essenzialmente su tre fattori:

  • regolare assunzione di calcio con la dieta;
  • mantenere regolare il metabolismo della vitamina D con una adeguata esposizione ai raggi solari;
  • fare regolare attività fisica.
  • Vediamo qual è l’alimentazione corretta da seguire per prevenire l’insorgenza di questa patologia.

    Dieta da seguire: il calcio

    I dati delle ricerche scientifiche hanno evidenziato che la prevenzione primaria attuata sin dall’infanzia adottando stile di vita e alimentazione corretti riduce il rischio di soffrire di osteoporosi. Seguire una dieta bilanciata favorisce il mantenimento del peso e della salute delle ossa, oltre chiaramente dell’organismo più in generale.

    La dieta per la prevenzione dell’osteoporosi è ricca di alimenti che contengono una buona concentrazione di calcio, il cui fabbisogno giornaliero è di 800-1000 mg, e vitamina D.

    Ecco gli alimenti che contengono una maggiore concentrazione di calcio:

    • formaggi a media e lunga stagionatura: una porzione da 100 g ne contiene già 700 – 1000 mg;
    • formaggi freschi come robiola e mozzarella apportano circa 500 mg di calcio ogni 100 g;
    • rucola, cavoli, verze, rape, broccoli, fagioli e spinaci contengono buone quantità di calcio sopratutto se non bolliti;
    • latte e yogurt intero contengono circa 80-100 mg di calcio per ogni porzione da 100 g;
    • frutta secca come mandorle, noci e nocciole, una porzione da 100 g contiene fino a 300 mg di calcio.

    Per assicurarsi una buona assunzione di calcio con la dieta è necessario considerare anche alcuni alimenti siano ricchi di ossalati, che complessando il calcio ne riducono l’assorbimento. È il caso di spinaci, rape, legumi, pomodori, uva, fichi, prugne, mandorle, cioccolato e bevande come il caffè e il tè. Tutti andrebbero consumati con moderazione nell’ambito di una dieta equilibrata che preveda un’ampia varietà di alimenti.

    Più in generale, lo schema dietetico dovrebbe essere completo e basato sullo schema della dieta mediterranea, prevedere una controllata e minima assunzione di zuccheri semplici e l’utilizzo, come principale condimento, dell’olio extravergine di oliva.

    In caso di scarsa assunzione con la dieta il medico potrebbe consigliare l’assunzione o di alimenti fortificati con il calcio o di una integrazione farmacologica.

    Dieta da seguire: la vitamina D

    Tutti gli alimenti sia di origine vegetale che di origine animale contengono una forma a inattiva di vitamina D: l’ergocalciferolo i primi, il calciferolo i secondi. le due forme vengono convertite nei reni e nel fegato nella forma attiva, ossia il calcitriolo.

    Il nostro organismo è in grado di sintetizzare adeguate quantità di colecalciferolo, un precursore del calcitriolo attivo, a partire dal deidrocolesterolo, un derivato del colesterolo. La reazione chimica di sintesi del colecalciferolo avviene a livello cutaneo grazie all’assorbimento della radiazione solare. Una adeguata esposizione alla luce solare riduce dunque il fabbisogno di assunzione di vitamina D dagli alimenti.

    Alimenti ricchi di vitamina D:

    • pesce come aringhe, tonno, acciughe, sarde, trota, salmone, pesce spada e cernia;
    • tuorlo d’uovo;
    • funghi porcini e verdure a foglia scura.

    In caso di scarsa assunzione con la dieta e ridotta esposizione al sole il medico potrebbe consigliare l’assunzione o di alimenti fortificanti con la vitamina D o di un’integrazione farmacologica.

    28 settembre 2016
I vostri commenti
Sandro, giovedì 29 settembre 2016 alle11:21 ha scritto: rispondi »

Mi è stato diagnosticato il morbo di Paget. Mi è stata fatta un'infusione endovenosa di 5 mg di acido zoledronico e una cura di Di Base da 50mila ogni 15 gg e una compressa di D3 al giorno. Però non ne so niente. Mi potete schiarire le idee, per favore. Grazie

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