Gli ossiuri sono un parassita che colpisce in prevalenza i bambini. Pur non essendone esenti gli adulti, questi parassiti tendono ad infestare per lo più bimbi in età prescolare causando loro fastidio e dolore localizzati per lo più nei pressi dell’ano. Per quanto frequente possa rivelarsi la sua presenza, la sua cura è tuttavia semplice purché vengano seguiti con scrupolo i consigli del pediatra.

Il parassita responsabile dell’infestazione da ossiuri è l’Enterobius vermicularis, un verme bianco dalle dimensioni piuttosto contenute. La femmina risulta essere più grande del maschio, con un centimetro di lunghezza contro i 2-5 millimetri della controparte. La loro presenza non è per lo più visibile a occhio nudo, a eccezione degli individui adulti più grandi: questi appaiono come filamenti bianchi all’interno delle feci.

Sintomi e contagio

Quello appena descritto è soltanto uno dei possibili modi per accorgersi di una possibile infestazione da ossiuri nel bambino. Il sintomo più evidente dal quale si può notare una potenziale minaccia da Enterobius vermicularis è il prurito. Localizzato nella regione dell’ano, risulta più intenso durante le ore notturne a causa della migrazione dei parassiti per la deposizione delle uova.

Questo sintomo è da tenere in particolare riguardo, in quanto un eccessivo grattarsi del bambino potrebbe produrre lesioni cutanee tra le quali anche l’eczema o un’infezione di carattere batterico. Nelle bambine tale sintomatologia può verificarsi anche in altre zone, come ad esempio quella vulvare compresa tra le piccole e grandi labbra.

Disturbi intestinali di varia natura accompagnano di solito l’infestazione da ossiuri, compresa la produzione di feci poco formate o anche in alcuni casi di diarrea. Simili a quanto accade negli ascaridi sono invece le possibili modalità di contagio.

Il contagio avviene attraverso l’ingestione del parassita mediante consumo di cibo contaminato o per contatto con superfici e altri esseri viventi infestati, che agiscono in questo caso da vettori. Può accadere che altri bambini ne siano portatori e che possano trasmetterli attraverso il contatto con lenzuola, coperte, giocattoli o con mani non adeguatamente pulite e disinfettate.

È inoltre possibile ritrovarli anche nel cane, che al pari dell’uomo è quindi un possibile ospite e vettore. Come per gli ascaridi, anche in questo è bene ricordare come l’infestazione da ossiuri si possa prevenire mediante la corretta tenuta del proprio amico a quattro zampe, curandone l’igiene e prestando attenzione a eventuali segnali di malessere. Non è richiesto né in alcun modo consigliato l’allontanamento del proprio cane.

Il percorso di infestazione vede le larve schiudersi nel primo segmento intestinale, per dare poi col tempo vita agli esseri adulti. Nelle circa 7-8 settimane di vita gli ossiuri si spostano nell’intestino crasso, dove avviene la fecondazione. Terminata quest’ulteriore fase le femmine migrano verso l’ano dove disperdono fino a 10mila uova per poi morire poco dopo.

Consigli utili e prevenzione

L’igiene è senza dubbio il consiglio più utile per affrontare e prevenire l’infestazione da ossiuri. Essendo possibile anche l’autoinfestazione, il lavare le mani e disinfettare la biancheria e i vestiti utilizzati si rivelano pratiche molto efficaci.

Attenzione va prestata inoltre alla possibilità che il bambino grattandosi diventi egli stesso veicolo di trasmissione del parassita. Evitare quanto possibile che ceda al prurito e disinfettarne le mani in caso di avvenuto contatto con la regione anale. L’importanza dell’igiene non viene meno per quanto riguarda in generale i vestiti e le superfici della casa, che possono allo stesso modo fungere da vettore.

Essendo possibile il contagio attraverso l’ingestione di cibo contaminato, in prevalenza frutta e verdura, la sua disinfezione può risultare fondamentale per ridurre i rischi di infestazione. Anche mediante cottura degli alimenti si può ottenere tale risultato.

Affidarsi al proprio pediatra per quanto riguarda la diagnosi definitiva dell’infestazione, aiutando l’azione terapeutica prescritta con una dieta ricca di probiotici, amici della flora batterica intestinale, e povera di zuccheri, necessari all’attività riproduttiva degli ossiuri.

24 settembre 2014
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