La parassitosi da ossiuri è una patologia molto frequente nell’infanzia e, talvolta, anche in età adulta. Oltre alle irrinunciabili indicazioni del medico curante, così come l’adeguato supporto farmacologico, esistono dei rimedi naturali per rendere i sintomi meno fastidiosi e accelerarne la scomparsa?

Disturbi intestinali, prurito localizzato alla zona dell’ano, corpi estranei nelle feci e, in casi più rari, perdita di peso: sono questi i sintomi più comuni di un’infezione da ossiuri, detta appunto ossiuria. L’agente scatenante è un nematode – l’Enterobius vermicularis – un verme che prolifica all’interno dell’intestino e qui vi si moltiplica. Dalla lunghezza di pochi millimetri per il maschio e circa un centimetro per la femmina, il parassita accumula le sue uova all’interno dei propri ureteri: quando sono pieni, si stacca dalla mucosa intestinale e raggiunge l’ano. Sebbene si tratti di una patologia particolarmente fastidiosa, la sua presenza è frequente nei bambini e la guarigione semplice, purché si seguano alla perfezione le indicazioni fornite dal medico.

Contagio, sintomi e diagnosi

Bambino porta le mani alla bocca

Little boy upset or hurting, toothache or other booboo concept via Shutterstock

Il parassita entra nell’organismo per via orale, solitamente giocattoli, altri oggetti o terriccio contaminati dalle uova e portati alla bocca. Per questo la diffusione è più frequente nei bambini, poiché sono più inclini a comportamenti scarsamente igienici, spesso impossibili da monitorare correttamente da parte dei genitori. Inoltre, non capitano di rado i fenomeni di reinfestazione: è il caso del bimbo che, dopo essersi grattato la zona anale per il prurito, si porta inavvertitamente le mani alla bocca. La probabilità di contrarre il verme è più alta nei climi temperati, dove le uova trovano l’ambiente ideale per sopravvivere a lungo all’esterno del corpo.

Così come già ricordato, i sintomi coinvolgono disturbi intestinali vari – dal gonfiore alla dissenteria o feci non ben formate – e prurito intenso. La diagnosi arriva sia dall’osservazione delle feci, dove appariranno evidenti dei piccoli vermicelli bianchi dal diametro simile a una capocchia di spillo, che tramite opportuni test con tamponi per verificare al microscopio la presenza delle uova. Il trattamento è essenzialmente farmacologico, con la somministrazione di appositi medicinali per via orale, per una scomparsa totale dell’infestazione in massimo due settimane, a seconda dell’intensità. Vale la pena di ricordare come solo il medico curante, il pediatra o lo specialista possono correttamente identificare la parassitosi, quindi proporre le cure adeguate. L’automedicazione rischia solamente di allontanare le possibilità di guarigione, procrastinando nel tempo il disturbo.

Rimedi naturali

Camomilla

Green grass and chamomiles in the nature via Shutterstock

Sono diversi i rimedi naturali, così come il miglioramento dello stile di vita, che possono rendere meno fastidiosa l’ossiuria. Questi metodi non sono ovviamente sostitutivi della cura farmacologica, a cui devono essere abbinati sempre dopo l’approvazione del proprio medico. Innanzitutto, è necessario seguire alcuni facili regole comportamentali per ridurre la portata dell’infezione e la probabilità che altre persone si contagino, soprattutto fra fratelli e famigliari. Di seguito, qualche indicazione:

  • Igiene personale: lavarsi frequentemente le mani è il metodo più rapido per evitare la parassitosi. Come si è già visto, è il contatto orale con le uova che causa la colonizzazione dell’intestino e le mani sono il veicolo di trasporto primario;
  • Pulizia della casa: in caso di parassitosi, sarà necessario lavare accuratamente sia la biancheria intima – meglio se di cotone bianco, così che possa resistere a cicli alle alte temperature – che quella da letto, come lenzuola, federe e traversine sia in spugna che in lattice. Un ambiente pulito riduce la reinfestazione;
  • Comportamento: si eviti di grattare la zona anale, per allontanare il rischio di contaminare le mani con le uova, quindi evitare per qualsiasi motivo di portarsi le mani alla bocca. Utile, durante la malattia, utilizzare posate anche per quei cibi per cui solitamente non sono utilizzate, tra cui frutta come la banana, brioches, pane e molto altro ancora;
  • Alimentazione: non bisogna variare troppo la propria alimentazione durante la parassitosi, ci si attenga alle indicazioni ricevute dal medico. Tuttavia, sembra che la riduzione degli zuccheri – necessari alle attività degli ossiuri – e l’assunzione di probiotici possano essere di valido aiuto al trattamento.

Vi sono, poi, dei blandi rimedi per alleviare i sintomi. Questi andranno abbinati, sempre dopo aver vagliato il parere dello specialista, alla normale cura farmacologica, probabilmente composta da soluzioni per via orale e creme contro il prurito. Fra questi:

  • Aglio: dal potere antinfiammatorio e antibatterico, l’aglio può combattere i vermi intestinali. Basta aggiungerlo alla normale dieta, senza nessuna modifica delle dosi. Se poco gradito dai più piccoli, esistono anche soluzioni in compressa o in integratore dal sapore più blando;
  • Finocchio e malva: favorire le naturali capacità dell’intestino di espellere gli ospiti indesiderati, può essere d’aiuto al trattamento. Da un lato si può utilizzare il finocchio, noto per ridurre il gonfiore e regolarizzare la peristalsi, dall’altro la malva che, oltre a proteggere le mucose e ridurre l’infiammazione, può avere un blando effetto lassativo;
  • Camomilla e calendula: per ridurre il prurito esterno, si può ricorrere a due dei più famosi rimedi della nonna. Basterà tamponare un batuffolo o un panno in un impacco freddo di camomilla e calendula, quindi applicare sulla zona. L’operazione si ripete al bisogno e può essere utile dopo la defecazione.

Se non trattati, gli ossiuri possono portare a conseguenze anche gravi. Inoltre, non devono essere confusi con altri parassiti dell’intestino, per questo ci si deve sempre affidare a mani esperte.

31 luglio 2014
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