Da sempre la combinazione osso e cane risulta inscindibile, un’usanza antica spesso perpetrata. E se la tradizione si scontra con le regole attuali, le correnti di pensiero a riguardo sono molteplici. Diversi proprietari offrono ossa, cotte o meno, al loro amico di affezione, nel tentativo di garantire una ricarica di calcio e la possibilità di irrobustire la masticazione. Ma l’associazione inglese PDSA ne sconsiglia la pratica, perché sempre più animali vengono ricoverati per problematiche conseguenti la loro assunzione. Dal blocco intestinale alle lacerazioni interne create dai frammenti, questa offerta alimentare sembra un vero problema. La veterinaria Rebecca Ashman della PDSA conferma questo genere di diagnosi, aggiungendo che spesso la chirurgia accorre in soccorso per rimuovere ostruzioni intestinali. E molto spesso frammenti e ossa posso risultare anche letali.

In Inghilterra diverse aziende alimentari, supermercati e negozi tematici hanno tolto dal mercato le ossa destinate al consumo canino. Tanti gli animali sono caduti vittime di questo genere di alimentazione, in particolare le ossa crude o cotte trasformate in una trappola mortale. Un esempio si è rivelata la triste vicenda del cane Burtie, della coppia inglese James Lancaster e Anna Carey, morto per un osso di prosciutto ricevuto in dono. Una radiografia aveva mostrato come l’alimento si fosse frantumato in più pezzi, perforando lo stomaco e l’intestino. Non sono servite quattro ore di intervento perché l’animale è stato addormentato, la situazione era risultata irreparabile.

Gli esperti sconsigliano caldamente questo genere di offerte, rivolte sia a cani e gatti. Le ossa, crude o cotte, possono rivelarsi un vero pericolo e una grave problematica. Oltre a interferire nello stomaco e nell’intestino possono bloccarsi in gola, impedendo la respirazione. Difficili da rimuovere e per questo dannose. Inoltre veterinari sconsigliano anche l’ingestione e l’assunzione di ossa e prodotti creati con pelle di bufalo o altri animali, solitamente trattati chimicamente e quindi un pericolo per la salute dell’animale.

20 settembre 2016
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