Ha aperto ufficialmente le porte il più grande ospedale per cani e gatti randagi con sede a Phuket, in Thailandia. A renderlo realtà è stata l’associazione Soi Dog Foundation, una onlus che da anni opera sul territorio per la salvaguardia e la cura dei tantissimi randagi presenti. L’ospedale è intitolato a Gill Dalley che, con il marito John, hanno dato il via all’associazione anche grazie al lavoro fondamentale di Margot Homburg Park. La Park, già operativa sul posto dal 2002, aveva fatto nascere l’organizzazione impiegando le sue forze e i suoi risparmi per sterilizzare e curare i cani di strada. L’incontro tra la donna e la coppia ha dato il via al tutto e, a distanza di anni, è stata realizzata la struttura ospedaliera.

Il centro è il più grande del Sudest asiatico e accoglie moltissimi esemplari che animano tristemente le strade della Thailandia, spesso feriti, maltrattati, malnutriti e malati. Molti di questi cani e gatti ingrassano il mercato dedicato alla carne di cane, ancora molto in voga sul territorio. Strapparli ai pericoli della vita randagia offre un’alternativa alla sofferenza e alla morte, quindi la possibilità di trovare un’adozione internazionale. L’ospedale opera con costanza tra medicazioni, cure di base, sterilizzazioni e interventi che possono giungere alla cifra di duecento casi al mese.

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Lo staff che vi opera è composto da undici veterinari e ventitré elementi di supporto, sempre sul campo e pronti a soccorrere i più bisognosi. Le emergenze sono tante e si susseguono a ritmi incessanti, ma l’ospedale è pronto a far fronte a ogni genere di situazione. Un sogno che è diventato realtà, a cui Gill ha dedicato tutte le sue energie e il suo amore. La coppia inglese, che si era sposata proprio in Thailandia, aveva deciso di farvi ritorno per trascorrervi la pensione. Ma la situazione era subito cambiata e, al posto del riposo, i due hanno dedicato tempo ed energie ampliando l’operatività dell’associazione.

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La donna, morta pochi mesi fa, ha visto concretizzare il suo più grande desiderio anche grazie al sostegno di uno sponsor cinese, un miliardario che ha sostenuto il gruppo per l’acquisto di strumenti diagnostici e macchinari per i trattamenti. Ma anche grazie ai follower di Facebook che sovvenzionano la struttura da anni tramite donazioni, offerte, testamenti e lasciti. Fino all’obiettivo finale: l’adozione al di fuori della Thailandia.

14 giugno 2017
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