Coltivare un piccolo orto è un’attività di sicura soddisfazione, economica e amica dell’ambiente. Si tratti di un piccolo spazio in giardino o di qualche vaso disposto strategicamente sul balcone, curarsi di frutta e verdura garantisce un immediato contatto con la natura, nonché la gioia di poter gustare qualche pietanza autoprodotta. Ma quali sono le verdure più facili da coltivare, qualora si fosse alle prime armi?

Gestire un piccolo orto è davvero alla portata di tutti, purché si scelgano le verdure giuste. Fortuna vuole che proprio gli alimenti più diffusi, dalla lattuga alle zucchine, siano anche quelli più semplici da coltivare. Di seguito, qualche indicazione utile: per le istruzioni passo passo di coltivazione, tuttavia, si faccia riferimento ai singoli articoli dedicati.

Lattuga e altre insalate

La lattuga è una delle verdure più consumate all’interno della dieta mediterranea, nonché fra le più facili da coltivare. Si tratti di un delicato lattughino a foglie piccole oppure di una varietà rigogliosa, basterà il giusto terreno e un minimo apporto d’acqua per ottenere in fretta un raccolto rigoglioso.

Le necessità della Lactuca sativa, nota soprattutto per il suo consumo in insalata, sono davvero alla portata di tutti. Il terreno ideale è quello morbido o a medio impasto, altamente drenante per evitare i ristagni d’acqua, non eccessivamente concimato anche se l’ortaggio potrebbe trarre giovamento da una fertilizzazione organica e dal compost. Il clima preferito è quello primaverile, tra i 15 e i 20 gradi centigradi, ma la resistenza anche a temperature più basse rende la lattuga una soluzione di preferenza anche in autunno e alla fine dell’inverno. Nei mesi più freddi può essere coltivata facilmente in serra o, qualora si disponesse di spazio in casa, anche in vaso nei pressi di una finestra. L’apporto d’acqua è, come già accennato, mediamente contenuto: qualora si vivesse in una zona frequentemente coinvolta da precipitazioni posso bastare i fenomeni atmosferici, nelle aree più torride invece un’annaffiatura quotidiana, preferibilmente di primo mattino o la sera. Unico accorgimento essenziale è la predisposizione di opportune coperture in caso di acquazzoni violenti o grandine, che potrebbero danneggiarne le foglie.

Qualora si volesse variare gusto e consistenza, non si sottovaluti la possibilità di piantare le varietà più resistenti di cicoria, compresa la Cichorium intybus, ovvero la tipologia comune. La pianta dimostra una buona resistenza, tanto da crescere anche spontaneamente in tutta Italia, e la sua natura rustica ne definisce una buona adattabilità a diversi tipi di terreno. Quello preferito è solitamente morbido o a medio impasto, anche arricchito con compost, mentre le richieste climatiche molto elastiche, tanto da crescere rigogliosa dalla fine dell’inverno fino all’estate inoltrata. La richiesta d’acqua potrebbe essere più abbondante rispetto alla lattuga, poiché la cicoria condivide caratteristiche più simili al radicchio, comunque un impegno che non richiederà più di qualche minuto quotidiano.

Zucchine e ravanelli

Anche la zucchina è un ortaggio adatto per chi fosse alle prime armi con l’orto, poiché si presta a ottime crescite sia in terra piena che in vaso. La Cucurbita pepo L., questo il nome botanico, si adatta facilmente a un terreno soffice e drenante, arricchito solo da compost o da letame. Ama il clima primaverile ed estivo, l’esposizione diretta al sole e, data l’alta disponibilità in tutta Italia, è possibile acquistare direttamente le piantine per il trapianto, saltando così la fase di pre-semina in barattolo. Le necessità d’acqua sono mediamente elevate, con un’annaffiatura quotidiana nei mesi più caldi da maggio a settembre, ma nulla che rubi più di pochi minuti al mattino oppure a tarda sera. Inoltre, non richiede particolare manutenzione nel periodo della sua crescita, se non la predisposizione di una copertura a rete per evitare gli eventuali danni dovuti dai forti acquazzoni oppure dalla grandine.

Molto apprezzato per il suo gusto intenso, nonché per la sua consistenza al palato, il ravanello è un altro esemplare che potrebbe prestarsi all’orto dei neofiti. Il Raphanus sativus, così come da classificazione botanica, si adatta facilmente ai climi temperati, senza eccessi di caldo o di freddo. Può essere quindi coltivato dall’inizio della primavera all’autunno inoltrato, in un terreno di media consistenza, drenante e possibilmente arricchito con compost, torba ma anche sabbia per favorire il deflusso dell’acqua. Non amando particolarmente la siccità, non è una pianta che richiede un’eccessiva esposizione solare, quindi può essere la soluzione per quei balconi e quei giardini non esposti a nord. L’apporto d’acqua è importante, anche se dipende dalla propria zona di residenza: in luoghi piovosi, colpiti da frequenti fenomeni temporaleschi estivi, l’azione del meteo potrebbe essere più che sufficiente. Una caratteristica, quest’ultima, condivisa da molte pietanze a radice quali, ad esempio, la carota: può certamente essere una valida proposta per chi fosse alle prime armi.

Prezzemolo e coriandolo

Dopo le due insalate e la coppia di verdure più corpose, nel primo orto non posso mancare delle pietanze utili per arricchire i piatti, realizzare gustosi contorni o aggiungere sapore in cucina. Fra le tante, il prezzemolo non è di certo una pianta troppo difficile da coltivare: il Petroselinum crispum, infatti, si adatta alla gran parte della variabilità climatica del Mediterraneo, fatta eccezione solo per i mesi più freddi dell’inverno poiché teme le gelate. Il terreno richiesto è compatto e adeguatamente arricchito, anche con del composto domestico, e la richiesta d’acqua è importante, sebbene se le precipitazioni atmosferiche della primavera possano contribuire facilmente alla sua crescita. Inoltre, data la sua alta diffusione nella tradizione culinaria italiana, è spesso venduto in piantine: un fatto che permette di superare la fase più delicata della crescita, ovvero quella della semina.

Qualora si fosse alla ricerca di un’alternativa più profumata, e dal sapore ancora più intenso, il coriandolo potrebbe essere la scelta di preferenza. Parente proprio del prezzemolo, il Coriandrum Sativum ha ottenuto grande successo nelle cucine orientali, sebbene la sua origine sia mediterranea. Non è particolarmente esigente a livello di terreno utilizzato, purché sia altamente drenante, morbido e possibilmente fertilizzato in modo organico o con compost. La semina avviene dalla media primavera fino all’autunno inoltrato, non richiede quantitativi eccessivi d’acqua e prevede solo un piccolo riparo dal freddo, soprattutto se di notte vi fosse un’importante escursione termica.

Presa dimestichezza con questo primo gruppo di ortaggi, si può proseguire con altre coltivazioni, anch’esse mediamente semplici. Tra le tante spiccano pomodori, spinaci e la cipolla.

1 maggio 2015
Lascia un commento