Piccolo o grande che sia, l’orto è un luogo verde decisamente vitale: sono moltissimi gli ospiti che lo abitano, dai più minuscoli insetti ai più agili mammiferi. Si è già visto in un precedente aggiornamento quali siano, proprio in materia d’insetti, gli abitanti utili e dannosi per il proprio appezzamento di terra, ma non capita di rado di imbattersi anche nei più svariati rettili. Sebbene l’universo dei rettili possa generare una certa preoccupazione, poiché la mente li associa a specie velenose quali la vipera comune, vi sono in realtà diversi rappresentanti che bisognerebbe lasciare indisturbati nell’orto, data la loro utilità.

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Fra i tanti rettili che amano sostare sul terreno, sia alla ricerca di cibo che semplicemente per godere dei raggi del sole, due in particolare si rilevano degli alleati perfetti per la coltivazione: la lucertola e l’orbettino. Di seguito, qualche informazione utile su questi animali, nonché uno sguardo veloce anche agli anfibi: questo perché condividono spesso con i rettili gli stessi habitat e, fatto non da poco, potrebbero agire in modo sinergico per la salvaguardia delle coltivazioni.

Lucertole

Quando si lavora nell’orto, non capita di rado di notare, adagiate sulle pietre o sui muretti di separazione, intere famiglie di lucertole. Davvero comune in tutta Italia, la cosiddetta lucertola campestre – il cui nome scientifico è Podarcis siculus – è ubiquitaria sul territorio. Con un corpo lungo e affusolato dalla lunghezza tra i 10 e i 25 centimetri, nonché dal dorso striato dal verde al marrone, questi rettili vengono spesso attirati dagli spazi coltivati, poiché ricchi di occasioni di nutrimento.

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Particolarmente voraci, le lucertole non rappresentano alcun rischio per le coltivazioni poiché non approfittano della verdura disponibile, prediligendo invece piccoli mosche, cimici, lumache, vermi, bruchi, afidi e, più raramente, minute cavallette e grilli. Tutte specie, quelle elencate, note per il loro potenziale distruttivo per piante e tuberi, capaci d’intaccarne sia le foglie verdi che l’apparato radicale. Una buona presenza di questo sauro, di conseguenza, sarà certamente ideale per contrastare le specie infestanti e i parassiti, anche riducendo il ricorso a pesticidi di derivazione chimica, per una lotta del tutto naturale.

Orbettini

Possono generare apprensione poiché si tende erroneamente a confonderli con i serpenti, eppure gli orbettini non sono solo degli abitanti innocui dell’orto, ma possono essere anche dei validissimi alleati. L’Anguis fragilis, infatti, è un sauro: dalle caratteristiche analoghe alle lucertole, il suo percorso evolutivo l’ha portato a perdere le zampe per combattere più facilmente i predatori. L’orbettino può perdere la sua coda, lunga anche oltre il 60% del corpo, lasciandola al predatore a scopo di distrazione, per poi dileguarsi velocemente nella vegetazione. Il nome popolare deriva dalla credenza, poi rivelatasi infondata, sulla cecità dell’esemplare: in realtà l’orbettino possiede degli occhi, seppur molto piccoli, non sempre facilmente identificabili dall’uomo perché mimetizzati con macchie e striature del manto.

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In modo molto simile alle lucertole campestri, anche l’orbettino si nutre di tutte quelle specie la cui presenza è dannosa per l’orto. Dalla caccia prevalentemente notturna, predilige vermi, lumache, mosche, bruchi, cimici e molte altre famiglie d’insetto.

Anfibi: uno sguardo

La presenza di rettili in un giardino coltivato, quali appunto lucertole e orbettini, può essere spesso accompagnata anche da rappresentanti della famiglia degli anfibi. Questo perché, oltre a vivere nei medesimi habitat, tendono a nutrirsi delle stesse prede. Sebbene la loro convivenza non si possa dire del tutto simbiotica, di certo gli effetti positivi sull’orto sono sinergici.

Il rospo comune – il cui nome scientifico è Bufo Bufo – può apparire di sovente fra le piante coltivate, a volte nascosto da una grande foglia di lattuga o ben mimetizzato con i colori del terreno. Particolarmente prolifico in quelle aree ricche di specchi d’acqua, il rospo si nutre di molte specie dannose, quali limacce, nematodi, vermi, cimici e altri piccoli insetti.

Una dieta simile è seguita anche dalla rana comune e dalla rana dei fossi, dalla buona diffusione su tutto il territorio italiano. Oltre a vermi e insetti rampicanti, le rane sono delle provette cacciatrici di piccoli esemplari volanti, quali le temute cimici. Per incentivarne la presenza, può essere utile predisporre un piccolo stagno non molto distante dal proprio orto.

11 marzo 2017
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