Invitanti, saporite e rinfrescanti: la primavera, ma anche la successiva estate, è la stagione di punta delle insalate. Il ritorno delle buone temperature, così di un clima non eccessivamente caldo, rende l’orto rigoglioso e ricco di alternative. Ma quali sono le varietà più diffuse nel periodo di rinascita della natura?

La gran parte delle insalate disponibili, fatta eccezione per alcuni esemplari, ha tempi di crescita mediamente brevi. Per questo motivo, all’interno della stessa stagione si potrà approfittare sia della semina che del più appagante consumo. Di seguito, qualche indicazione utile sulle tipologie più diffuse e semplici da coltivare, pensate soprattutto per chi fosse alle prime armi con l’orto.

Lattuga e lattughino

La primavera è la stagione di punta per quasi tutte le tipologie di lattuga, così come anche del lattughino. Sebbene l’ortaggio sia disponibile tutto l’anno, grazie alla coltivazione in serra, è proprio dagli inizi di marzo che si potranno ottenere i risultati più soddisfacenti nell’orto del proprio giardino.

Sia liscia o riccia, alla romana oppure a cappuccio, la lattuga è perfetta per il periodo primaverile. Le temperature ideali per la sua crescita rigogliosa si aggirano infatti attorno ai 15-20 gradi, anche se questa verdura resiste a colonnine di mercurio anche più alte. La si coltiva sin dalla fine di febbraio e, quando in terra piena, può approfittare anche dei semplici e frequenti fenomeni atmosferici per le sue necessità d’acqua, facendo attenzione tuttavia a predisporre opportune reti o ripari per limitare l’impatto di acquazzoni violenti o della grandine. Ama terreni di medio impasto, porosi e drenanti, possibilmente arricchiti con compost o concime organico. Il raccolto avviene non appena si raggiungono dimensioni soddisfacenti, dai 30 ai 40 giorni a seconda della propria zona di residenza. Stesse caratteristiche anche per il lattughino, il partner d’eccellenza per le insalate più leggere, più adatto però a terreni morbidi.

Consumata singolarmente o anche come contorno, può essere facilmente abbinata a qualsiasi ingrediente: dai rossi ravanelli, questi disponibili più a ridosso con l’estate, ma anche a mais, formaggio feta, tofu o, in alternativa, mescolata a valerianella e altre insalate.

Cicoria e radicchio

La cicoria, sia nelle varietà da campo che per gran parte delle specie da coltivazione, si adatta perfettamente alla primavera, poiché ama i climi né eccessivamente freddi né eccessivamente caldi, purché l’ambiente sia sufficientemente umido. La tipologia rustica e spontanea, non a caso, è una delle prime piante ad apparire nei prati già a partire dal mese di marzo. Ama i terreni morbidi, soffici, altamente drenanti e, fatto non da poco, non è difficile da coltivare poiché non richiede grandi opere di fertilizzazione, proprio per la sua natura rustica di cui sopra. Necessita di un apporto d’acqua mediamente elevato nelle fasi di crescita, ma altrettanto compensato dalle precipitazioni di marzo e aprile, mentre si coglie e si gusta fino a maggio e giugno inoltrato, anche più a lungo nelle località del Nord oppure in montagna. Tra le tipologie più comuni in primavera, oltre alle spontanee, la catalogna di Chioggia e anche la galatina catalogna, conosciuta anche come puntarella. Quest’ultima, tuttavia, vede una semina a ridosso con l’estate.

Il radicchio, un parente stretto della cicoria, è disponibile nelle più svariate tipologie e, normalmente, il suo consumo è continuo per tutto il corso dell’anno. Vi sono infatti varietà che ben si adattano ai climi primaverili, altre invece tardo autunnali oppure invernali. Tra quelle tipiche già da fine febbraio, la gran parte delle appartenenti alla famiglia del radicchio verde da taglio, dal selvatico all’allungato. Per le varietà rosse, come quelle famose di Treviso o Chioggia, il consumo è invece più a ridosso con l’estate e prosegue a lungo durante l’autunno.

Gli abbinamenti in tavola sono i più disparati, grazie a quella consistenza forte e al gusto lievemente amaro che sia la cicoria che il radicchio conservano. Ottimi gli accostamenti con i formaggi, anche quelli veg, ma anche con pomodori, ravanelli, mais e molto altro ancora.

Rucola

Nel breve excursus sulle insalate primaverili, non può di certo mancare la rucola. Immancabile sulla tavola italiana, spesso accompagnamento anche originale come nel caso della pizza, la sua disponibilità in realtà estesa a tutto l’anno, data la buona resistenza agli eventi atmosferici. Si coltiva principalmente da marzo a settembre e richiede un terreno morbido, sabbioso, arieggiato e altamente drenante. Questo dovrà essere coltivato con concime organico, compost o humus.

Gli abbinamenti, come già accennato, possono essere i più variegati, anche insoliti. Partendo da un classico rucola e cavolfiori, si può arrivare a un singolare rucola e fragole, sempre più in voga negli ultimi tempi. Un ottimo mix tra il sapore dolce del frutto e quella consistenza forte, rustica, della verdura.

16 maggio 2015
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