La cura dell’orto è una tradizione che tutt’oggi conserva il proprio fascino: anche in città, sono in molti quelli che dedicano tempo passione alla coltivazione delle verdure più svariate, magari in un angolino del giardino condominiale o attrezzando appositamente una terrazza. Ma coltivare in città, con l’esposizione continua a smog e altre emissioni dannose, può esporre al rischio di contaminazione?

È quando si è domandata la Technical University di Berlino, che ha deciso di condurre delle rilevazioni a campione fra i tanti orti della città. Non tanto per capire quali siano gli agenti inquinanti – pare essere ormai certo che l’esposizione allo smog porti a una certa contaminazione del terremo – ma per scoprire quali siano i comportamenti utili a minimizzare il rischio.

Lo studio ha confermato come i vegetali estraggano metalli pesanti dal suolo, quindi le normali norme igieniche di pulizia degli alimenti potrebbero non essere sufficienti. Analisi sono state condotte su pomodori, piselli, carote, patate, cavoli, timo, menta, basilico, prezzemolo e bietole, e in tutte queste specie è stata scovata una concentrazione più alta di cadmio, cromo, piombo e zinco rispetto alle coltivazioni di campagna. Un dato che sembra essere più evidente man mano che ci si avvicina alle grande vie di comunicazione: più il traffico è intenso, maggiore è il livello di metalli pesanti rinvenuti.

Nonostante i ricercatori invitino a non lasciarsi prendere dal panico, perché ulteriori studi sono necessari soprattutto per capire quale coltura sia la meno rischiosa, sono però già disponibili le prime indicazioni di minimizzazione della contaminazione. Si tratta di tre regole semplici, ma davvero efficaci per evitare di ingerire sostanze che, alla lunga, potrebbero essere tossiche per l’organismo.

Innanzitutto, è necessario informarsi adeguatamente sulla propria zona prima di piantare i semi. Rivolgendosi agli uffici comunali si verrà sicuramente reindirizzati agli addetti competenti, per ricevere tutte le informazioni riguardo precedenti contaminazioni del suolo, inquinamento delle falde e molto altro ancora. Qualora la zona fosse a rischio, poi, si può optare per un orto sopraelevato: basterebbe costruire una struttura in legno di qualche decina di centimetri rialzata da terra, ricoperta poi con del terriccio puro acquistabile in qualsiasi negozio di botanica, chiusa ai lati da pareti in cellophane o plastica, per ridurre sensibilmente la contaminazione. Infine, qualora si operasse in un giardino comunicante con la strada, si può abbattere sensibilmente la copertura da smog con pareti verticali in plexiglass o plastica, magari nascoste da una bella siepe per non deturpare l’estetica del proprio spazio verde.

8 luglio 2012
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