Il nuovo anno è finalmente cominciato: è tempo di buoni propositi, anche per la cura dell’orto. Coltivare un piccolo appezzamento di terra, oppure realizzare un orticello da balcone, è di certo uno di modi più apprezzabili per cominciare il 2016 con il piede giusto. Non solo si trarrà molta soddisfazione dall’autoproduzione, ma si aiuterà anche l’ambiente, riducendo i costi di trasporto di tante delle verdure che verranno consumate nei prossimi mesi.

Ma quali sono le pratiche da attuare in questo gennaio, quali le verdure precedenti da raccoglie e quali, ancora, le varietà da seminare? Naturalmente, le indicazioni di seguito fornite sono generiche, poiché sussiste un’elevata variabilità a seconda della propria zona di residenza: per questo motivo, utile sarà chiedere consiglio al proprio fornitore o negozio di botanica di fiducia.

La manutenzione

Gennaio è solitamente il mese della manutenzione dell’orto: il terreno, infatti, viene ravvivato dopo le culture dell’anno precedente e, come facile intuire, preparato per le varietà degli ultimi freddi, nonché per la successiva primavera.

I lavori partono con l’eliminazione delle vegetazioni estranee eventualmente cresciute durante i mesi invernali, estirpando eventuali erbacce. Si controllano quindi file ed eventuali canali di scolo, per rimuovere possibili ostacoli, nonché si suddivide il terreno in base agli ortaggi che si desidera coltivare. Si esegue poi la classica vangatura, anche con concimazione con letame, compost, minerale o qualsiasi altro tipo di fertilizzazione sia utile per le proprie colture.

Gennaio è anche il mese del semenzaio: le temperature esterne non sono ancora sufficientemente elevate per garantire una semina diretta in dimora, ma molte varietà potranno essere fatte germogliare indoor oppure in serra, per un trasferimento durante la successiva primavera.

La raccolta

Prima di pensare alla semina e alla cura del terreno, bisognerà ovviamente cogliere gli ultimi esemplari di quanto coltivato nel precedente autunno. Per chi fosse stato particolarmente attento alle esigenze delle piante invernali, molte prelibatezze sono pronte per arricchire la tavola.

A inizio anno, ad esempio, si possono raccogliere gli spinaci, il porro, il topinambur e i finocchi. Ma anche gran parte delle varietà di cavoli e broccoli, i cavolfiori, il sedano rapa, le bietole e, naturalmente, una lunga lista di insalate. Fra queste spiccano le lattughe resistenti al freddo, come la brasiliana o iceberg, ma anche il radicchio rosso, l’indivia, gli ultimi esemplari tardivi di valerianella. Se il clima fosse particolarmente generoso, dalla fine di gennaio potranno cominciare ad apparire anche la prima cicoria.

La semina

Come già accennato, nel mese di gennaio il terreno deve essere preparato per la successiva coltivazione, quando le temperature saranno più elevate, ma nel frattempo si potrà procedere in semenzaio. Ma quali varietà scegliere, tra quelle più indicate per essere coltivate tra la fine di gennaio e l’inizio del successivo febbraio?

Il semenzaio di gennaio è perfetto per molte delle erbe aromatiche, che si consumeranno poi per gran parte dell’anno, come basilico, erba cipollina, timo e prezzemolo. Spazio anche alle insalate, con le ultime lattughe invernali, la cicoria da coltivazione, le varietà di radicchio più resistenti al freddo, l’indivia e, se vi fosse sufficiente caldo, anche la prima e tenerissima valerianella, pronta a dare il meglio di sé già dalla fine di febbraio.

Infine non si escludano anche a patate, cipolle e aglio, ma anche carote, sedano, fave, piselli, porro, zucchine e molti altri. Il trasferimento in dimora definita potrà avvenire già dalla metà di febbraio, sempre in riferimento alle temperature del proprio luogo di residenza, mentre la raccolta successiva avverrà a partire dalla primavera.

2 gennaio 2016
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