Fra i fiori più coltivati e apprezzati dal pubblico, le ortensie occupano di certo le prime posizioni. Non solo per le colorazioni variegate e le tinte pastello, con i loro eleganti petali, ma soprattutto per la loro capacità di espandersi sia in altezza che in larghezza, così da riempire spazi vuoti in giardino. Quali sono, di conseguenza, le migliori tecniche per coltivarle?

Prima di addentrarsi nella trattazione, vale la pena di specificare come esistano moltissime varietà di ortensia, ognuna delle quali potrebbe necessitare di cure uniche per una crescita rigogliosa. Di conseguenza, per esigenze specifiche si faccia sempre riferimento alle caratteristiche della pianta prescelta, nonché al proprio rivenditore botanico di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare le ortensie

L’Hydrangea L., questo il nome scientifico dell’ortensia, è una famiglia di piante ornamentali la cui origine risale all’antica Cina e al Giappone, ora però diffuse su tutto il globo. Arrivate all’incirca nel ‘700 in Europa, conquistarono in breve tempo sia i ceti ricchi che quelli più poveri, per la media facilità di coltivazione, nonché l’adeguata resistenza anche a climi non particolarmente caldi.

L’arbusto legnoso si caratterizza per una crescita molto estesa, quasi a cespuglio, quindi per le foglie di un verde intenso e solcate da numerose nervature. I fiori sono veri e propri agglomerati di infiorescenze, dai petali morbidi e dalla disposizione a coppetta, una strategia per trattenere e assorbire grandi quantità d’acqua. Le colorazioni sono le più disparate, ma sempre su tinte tenui e pastello, e coprono lo spettro tra il bianco rosato, il violetto e il blu. Proprio la colorazione muta non solo in base alla varietà d’ortensia scelta, ma anche alle sostanze nutritive presenti nel terreno. In particolare, la pianta richiede buone quantità di potassio per poter sopravvivere.

Il terreno ideale per la crescita è quello umido ma drenato: l’ortesia, pur richiedendo grandi quantità di fluidi, potrebbe soffrire i ristagni d’acqua con il risultato di una repentina marcescenza. Si preferisce comunque del terreno lievemente acido, ben concimato con anche fertilizzanti vegetali e compost, nonché ben arieggiato. E, come già accennato, è proprio il terreno a determinarne le sfumature: quelli più alcalini portano la pianta a virare verso il rosa, mente gli acidi determinano le tinte più vicine al blu.

Si pianta normalmente in autunno inoltrato o all’inizio della primavera, per una fioritura che arriva a ridosso con l’estate e perdura per tutto settembre. Nonostante preferisca delle temperature medie, l’ortensia non gradisce particolarmente l’esposizione diretta al sole: per questo motivo, è spesso scelta per abbellire quei giardini diretti a nord. E proprio il giardino è l’ambiente ideale per la pianta, dove può raggiungere anche i 150 centimetri, mentre la coltivazione in vaso è più contenuta, seppur possibile.

Ortensia: coltivazione in vaso o in giardino

Solitamente le ortensie vengono coltivate tramite il rinvaso di germogli e pianticelle, facilmente disponibili in tutti i negozi specializzati, per poi riprodursi negli anni successivi per talea. È infatti questa la forma più utilizzata, capace di preservare nel tempo le caratteristiche genetiche, e quindi anche i profili di colore, della pianta originaria. Le talee si raccolgono dalla primavera all’autunno inoltrato, sono lunghe circa 10 centimetri e devono essere inserite in un terriccio ricco e umido.

Per la coltivazione in vaso, si deve optare per un contenitore capiente, poiché l’ortensia tende a occupare molto spazio sia a livello radicale che oltre la superficie. Sul fondo del vaso andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, per agevolare il deflusso dell’acqua ed evitare così ristagni, il tutto ricoperto da terreno morbido e a del compost sminuzzato. il terreno dovrà risultare sempre umido e, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno, l’apporto d’acqua dovrà essere mediamente importante. La pianta, infatti, mal sopporta la siccità e le temperature più alte di 18 gradi.

Arbusto perenne, l’ortensia trova la sua collocazione ideale in giardino, dove può estendersi liberamente. Predilige le aree in prossimità di muri o staccionate, dove potrà adagiarsi morbidamente, quindi le esposizioni a nord affinché via sia sufficiente ombra e riparo dalla luce diretta del sole. Almeno una volta l’anno, infine, la pianta dovrà essere potata: questa operazione si rende necessaria sia per dar forma al cespuglio che, fatto non da poco, per garantire una fioritura più rigogliosa la stagione successiva.

11 gennaio 2015
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