Tre lunghe settimane con la testa incastrata in un secchio di plastica: questa la brutta disavventura di un povero orso. L’animale si aggirava da tempo nella zona di Kirkwood, sotto la giurisdizione dello stato di New York, senza la possibilità di liberarsi dal corpo estraneo. Molti cittadini e passanti hanno prontamente segnalato la presenza del plantigrado e, grazie al loro impegno, è accorso il New York Department of Environmental Conservation.

A rispondere alla chiamata è stato Andrew McCormick, che svolge il ruolo di Environmental Conservation Officer (ECO), nonché piuttosto allarmato dalla condizione del povero esemplare. Per questo l’intero staff si è mosso compatto alla ricerca dell’animale, disponendo trappole tecniche per recuperarlo senza procurargli dolore.

=> Scopri gli orsi denutriti che mendicano allo zoo


Ma dal momento della prima telefonata, ovvero dal 24 aprile, McCormick ha chiesto supporto logistico a Courtney LaMere, biologa ed esperta di fauna selvatica. La donna ha giustamente suggerito l’utilizzo delle trappole con esche alimentari, che hanno permesso la cattura di alcuni esemplari, ma non dell’orso con il secchio in testa. Per settimane l’animale si è aggirato nella stessa zona, cercando cibo e supporto ma scappando alla vista dei presenti. Le telefonate di avvistamento si sono moltiplicate, eppure giunti in loco gli agenti hanno solo potuto costatarne l’assenza.

=> Scopri la vita difficile degli orsi in Canada


La situazione ha subito una svolta intorno al 19 maggio quando, intercettato da un abitante, l’orso è stato prontamente segnalato. Lo staff è giunto in pochissimi attimi ma l’animale ha velocemente abbandonato il giardino dell’abitazione, per dirigersi verso una zona più protetta. Ci sono volute sei ore di ricerche per recuperarlo e calmarlo con un tranquillante, così da poterlo liberare dalla costrizione. Il secchio era in realtà un grosso contenitore di plastica, di quelli dal maxi formato contenenti salatini e patatine molto diffusi in USA. La presenza di qualche buco sulla base gli ha permesso di respirare, ma in tre settimane l’animale probabilmente ha patito fame e sete. Dopo una notte di cure e recupero è stato liberato con grande successo. Il NYS Department of Environmental Conservation ha invitato la popolazione a smistare con attenzione questo genere di rifiuti, così da non causare danni alla fauna locale.

31 maggio 2017
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento