La vita degli orsi in Albania non è mai stata facile e libera: sono ancora tanti gli esemplari costretti a un’esistenza di schiavitù e reclusione. Per questo, da tempo, la Four Paws si adopera per strappare questi animali alla loro reclusione e garantirgli un futuro più consono. Recentemente il gruppo ha trasportato tre esemplari presso il parco naturale Prishtina Bear Sanctuary a Pristina, in Kosovo, dove hanno potuto toccare con mano gli effetti benefici di una vita immersa nella natura. I tre ospiti – Tomi, Gjina e Pashuk – provengono da situazioni di disagio e abuso.

Tomi ha vissuto per anni in una gabbia di cemento attigua a un ristorante, come intrattenimento per la clientela. Al suo arrivo presentava problemi ai denti e alla parte superiore del corpo. Gjina è visibilmente sottopeso per un orso della sua stazza, ma il centro si sta già adoperando per aumentare il suo formato e la sua forza. Entrambi hanno accolto con entusiasmo la nuova sistemazione, il contatto con l’erba e con la libertà di una passeggiata. Tomi è rimasto a lungo davanti all’abbeveratoio, immergendo con stupore il muso nell’acqua, godendo così dell’impatto rigenerante. Pashuk non ha ancora deciso di uscire dalla sua nuova casa, per il momento cerca di familiarizzare con il nuovo ambiente. Al momento del suo salvataggio presentava un collare di ferro stretto tanto da finire incorporato nella pelle del collo, pronto a strozzarlo. La catena era stata messa quando era ancora cucciolo ma nessuno aveva mai pensato di sostituirla durante la crescita.

=> Scopri l’orso salvato dalla schiavitù


La struttura è già operativa nel fornire loro cure e assistenza, così da liberarli rapidamente da un passato doloroso. Il centro ha lanciato un progetto preciso rivolto agli orsi ancora obbligati alla cattività, e spera di poterne accogliere un numero sempre maggiore. In Albania questi animali sono costretti a vivere in box di ferro molto piccoli, nutrendosi di birra e pane, sempre legati a catena e in perenne solitudine.

30 settembre 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento