Si chiama Dominga e i suoi primi quattordici anni di vita sono stati segnati dolorosamente da episodi di violenza, sofferenza, lutto e depressione. L’animale, una femmina di orso dagli occhiali (Tremarctos ornatus) – specie nota anche come orso andino – era stata rapita in giovanissima età in compagnia della sorella. Strappate dai trafficanti di animali esotici all’affetto della madre, uccisa brutalmente nelle foreste del Perù, quindi immesse nel circuito delle vendite illegali. Forse come animale da compagnia domestica o da intrattenimento circense, ma l’intervento delle guardie ha salvato le due cucciole da una vita di sofferenza. Purtroppo, impossibilitate a rientrare in natura, sono state accolte in uno zoo nei pressi delle Ande, in una zona montana quindi non prettamente consona alle loro abitudini.

Nonostante le buone intenzioni e l’impegno della struttura, lo spazio non replicava l’habitat naturale dei due orsi, costretti a pochissimo verde e qualche tronco. Ma a decretare il crollo emotivo di Dominga è stata l’improvvisa dipartita della sorella, morta in condizioni poco chiare. L’assenza ha gettato l’orsa in una profonda e totale depressione, perdendo peso e quasi la totalità del pelo. La sensibilità di questi esemplari è marcata, gli episodi negativi si ripercuotono sul loro fisico e sulla loro sfera emotiva. Dopo aver trascorso quattro anni in completa solitudine, il gruppo Animal Defenders International (ADI) è accorso in suo aiuto, trasferendola presso la Taricaya Ecological Reserve all’interno della foresta peruviana.

=> Scopri la sofferenza dell’orso Cholita


Dopo una sedazione utile a curare le ferite sulla pelle, l’orsa ha viaggiato per tre giorni, mangiando grandi quantitativi di uva fino a raggiungere la sua nuova casa. Lo spazio dove vive è ricco di vegetazione, alberi, grotte e piscine naturali. Una recinzione la separa dalla sua nuova amica: l’orsa Cholita, vittima di una vita trascorsa all’interno di una gabbia in un circo nella città di Piura. Privata di denti e unghie, sola e senza più pelo, anche lei è stata salvata dall’associazione ADI. Per creare un contatto è stato realizzato un piccolo corridoio, dove le due stanno imparando a conoscersi in modo positivo e spontaneo.

7 marzo 2017
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