Sta facendo il giro del mondo l’immagine di un orso femmina dalla fisionomia sofferente ed emaciata, dalla struttura fisica deperita e con una zampa ferita. A ritrarla la fotografa Kerstin Langenberger, che è riuscita a catturare la povera plantigrade dal manto bianco al largo del Mare di Barents, nell’arcipelago Norvegese delle Svalbard. Le isole norvegesi, vicine al Polo Nord, ospitano una fauna particolare legata alle temperature e alla posizione. Da sempre gli orsi bianchi popolano il territorio alla ricerca di foche e pesce. Ma l’immagine emaciata dell’orsa sofferente ha ferito gli animi più sensibili, puntando il dito contro una situazione difficile monopolizzata dai cambiamenti climatici figli del surriscaldamento globale. Come sottolinea la fotografa stessa, attraverso il suo sito ufficiale, la protagonista dello scatto è:

una femmina, quasi uno scheletro, con una zampa anteriore ferita, intenta forse a cacciare un tricheco, mentre è bloccata a terra […] Ho visto orsi in buona salute ma ne ho visti anche alcuni morti e affamati. Li ho visti camminare sulle spiagge in cerca di cibo, tentare di cacciare e mangiare renne, uova di uccelli, muschio, alghe. E ho realizzato che gli orsi grassi sono quasi esclusivamente maschi che trascorrono tutto l’anno sul pack ghiacciato. Le femmine, che raggiungono la terraferma per dar luce ai cuccioli, sono spesso magre. Con il ghiaccio in ritirata, rimangono bloccate a terra, dove non c’è cibo a sufficienza. I loro cuccioli muoiono. Raramente mi è capitato di vedere madri e cuccioli in buona forma.

Geoff York, responsabile della conservazione per Polar Bears International, ha confermato la dura sopravvivenza delle femmine di orso polare spesso esposte ai repentini cambi climatici. Causa anche dello scioglimento dei ghiacci che appare sempre più incisivo e invasivo. Nonostante tutto c’è chi sostiene, come Ian Stirling, un professore dell’Università di Alberta in Canada, che lo scatto non sia rappresentativo della reale condizione di questi animali. L’orso ritratto potrebbe essere semplicemente un anziano, magari ferito e impossibilitato alla caccia. Eppure la condizione di disagio vissuta dagli orsi troverebbe conferma negli scatti di Paul Nicklen, celebre fotografo del National Geographic, che avrebbe ritratto molti corpi morti per fame e denutrizione, causata dal restringimento della calotta artica e dalla mancanza di foche, pesce e quindi nutrimento.

17 settembre 2015
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