Cambio di rotta nella salvaguardia e tutela dell’orso negli Stati Uniti: il Senato ha approvato un disegno di legge che, di fatto, abrogherebbe le restrizioni introdotte dall’amministrazione Obama. Limiti che l’ex Presidente aveva inserito per proteggere gli esemplari di casa presso i rifugi naturali presenti in Alaska. Il Congressional Review Cct (CRA) era stato già votato alla Camera, doveva aveva ottenuto il lasciapassare con 225 “sì” contro i 193 “no”. Ora ha trovato terreno fertile anche al Senato e si avvia verso la scrivania dell’attuale presidente Donald Trump. Le norme attuate nel 2016 dal Fish and Wildlife Service avevano imposto una serie di stop indispensabili per la vita e la sicurezza dell’orso, ma anche di tutta una serie di animali esposti alla crudeltà della caccia.

Il divieto impediva l’accesso all’interno dei sedici spazi e rifugi di proprietà federale presenti in Alaska, bloccando la pratica della caccia, il posizionamento di trappole e l’avvicinamento alle tane e quindi ai cuccioli. L’abrogazione di questa tutela sbilancerebbe di fatto i ruoli all’interno di un ecosistema delicato come quello dell’Alaska, diminuendo la presenza di grandi predatori come gli orsi, i lupi e le volpi.

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In discussione anche le metodologie che verrebbero messe in pratica, considerate eccessivamente crudeli e che accontenterebbero le lobby dell’attività venatoria. Ad esempio, sarà possibile sparare a bruciapelo, anche da aerei, quindi introdursi all’interno delle tane uccidendo gli esemplari durante il periodo del letargo.

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Un vero e profondo passo indietro per quanto riguarda le politiche di tutela e protezione della biodiversità americana. Una scelta che, a fronte di un sondaggio sulla caccia, scontenterebbe l’opinione pubblica fortemente contraria alla pratica efferata. Molti politici hanno condannato apertamente la decisione, definendo l’attività antisportiva e contraria agli interessi dell’Alaska e dell’America stessa. Lisa Murkowski, senatore repubblicano, punta il dito contro la decisione messa in atto da chi non possiede familiarità con il fragile quanto prezioso ecosistema del luogo. Oltre all’utilizzo di metodologie per la cattura e l’uccisione superate e abrogate da tempo, perché considerate illegali e crudeli.

28 marzo 2017
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Fonte:
NPR
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