L’aumento delle temperature e il sempre più rapido scioglimento dei ghiacci artici rendono la vita degli orsi polari sempre più complessa. Così, molti esemplari si dirigono sulla terraferma dove fanno razzia di uova d’uccello, in mancanza di altre prede come le foche. È quanto svela una ricerca pubblicata su Frontiers in Ecology and Evolution, sulla base di studi condotti dall’Università di Groningen.

Sempre più orsi polari si dirigerebbero all’attacco di nidi d’uccello per far razzia di uova, mettendo così a repentaglio il patrimonio ornitologico delle zone artiche del Pianeta. Sebbene tali uova siano sempre state presenti nella dieta di questi grandi esemplari dei ghiacci, il consumo è stato solitamente limitato alla stagione estiva, preferendo nei momenti più freddi dell’anno altre prede quale pesci e foche. Con la riduzione progressiva dei ghiacci, e il loro più rapido scioglimento, molti esemplari sarebbero costretti a spingersi sino alle coste popolate dai volatili, pur di ottenere nutrimento. Tra le specie più colpite, oche e anatre selvatiche.

Jouke Prop, ornitologo dell’Università di Groningen, spiega come la stagione dei ghiacci si riduca di 3,5 giorni ogni anno, portando così gli orsi a giungere in anticipo sulle coste di Groenlandia e dell’arcipelago Svalbard, in Norvegia. Dal 1970 a oggi, l’anticipo rilevato sarebbe addirittura di un mese, un fatto che potrebbe influire sulle popolazioni autoctone di volatili.

Quando un nuovo predatore appare sulla scena, il delicato equilibrio tra il predatore e le sue prede può essere turbato. Gli orsi polari che colonizzano le aree costiere, dalle quali sono stati assenti per molto tempo, sono un esempio di questa condizione.

Stando alle osservazioni condotte a Nordenskioldkysten, nell’arcipelago Svalbard, è emerso come un singolo esemplare possa nutrirsi con ben 200 uova non ancora dischiuse, il tutto nell’arco di pochissime ore. Dalle stime sull’Artico, in luoghi come Belsund, Konjsfjorden e Hornsund, gli orsi potrebbero aver contribuito alla riduzione del 10% di tutte le nidiate di volatili del 2014. Simili comportamenti dei plantigradi sarebbero stati rilevati, negli anni, anche in Canada, Alaska e in Russia.

1 aprile 2015
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