Gli orsi polari potrebbero aver aggiunto i delfini nella loro dieta, forse per effetto del surriscaldamento globale. È quanto suggerisce una testimonianza pubblicata sulla rivista Polar Research, dove viene confermato l’avvistamento di un plantigrade intento a consumare carne dalle carcasse dei mammiferi marini. Un fatto insolito per la zona dell’avvistamento, le coste delle isole Svalbard in Norvegia, dove i delfini solitamente non si spingono d’inverno. Un’evenienza, tuttavia, forse dettata dal global warming.

L’avvistamento risalirebbe all’aprile del 2014, quando un esemplare di orso bianco è stato identificato mentre si nutriva dalla carcassa di un delfino. Lo stesso animale è stato quindi segnalato in prossimità di una seconda carcassa, forse scelta come scorta per i pasti successivi. La questione non è però stabilire se i delfini in questione fossero deceduti prima dell’incontro con l’orso o l’animale stesso li abbia predati, bensì comprendere perché si siano spinti in zone normalmente a loro sconosciute.

Questi mammiferi marini solitamente si limitano alle aree subartiche, data la presenza di minor ghiaccio e la possibilità, quindi, di nuotare agilmente in mare aperto. La loro presenza più a nord, di conseguenza, lascia ipotizzare che le condizioni di riscaldamento dell’Artico abbiano ridotto gli strati di ghiaccio disponibili, garantendo ai delfini una rapida via percorribile. Un fatto che potrebbe essere confermato anche dai dati storici sulle temperature medie delle acque attorno alle isole Svalbard, cresciute costantemente nel corso degli ultimi 45 anni, fino a un picco registrato nel 2007, dove si è assistito allo scioglimento di grandi quantità di ghiaccio. L’intervento, inoltre, evidenzia come i delfini delle zone artiche, della specie Lagenorhynchus albirostris, di norma non si avvistino al largo delle Svalbard durante l’inverno, ma nelle stagioni 2013 e 2014 la presenza di ghiaccio ai minimi livelli potrebbe averne facilitato il raggiungimento.

L’orso in questione è stato osservato mentre estraeva la carcassa da un foro ovale sul ghiaccio, dello spessore di circa una ventina di centimetri. Secondo i ricercatori, questi fori sarebbero stati praticati dagli stessi delfini per consentire loro di tornare a galla e respirare, quindi per non rimanere intrappolati dai ghiacci artici. Così ha spiegato Jon Aars, autore principale dello studio e ricercatore per il Norwegian Polar Institute, dalle pagine di LiveScience:

Siamo rimasti sorpresi, perché non avremmo mai pensato di vedere delfini nell’area in questo periodo dell’anno, e anche perché non vi sono precedenti dati che indichino come gli orsi polari mangino delfini. Non siamo invece rimasti sorpresi del fatto che gli orsi potessero catturarli, data la loro disponibilità.

L’adattamento degli orsi potrebbe essere una conseguenza diretta di periodi sempre più estesi senza ghiaccio, per inverni contestualmente più caldi.

15 giugno 2015
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