Orsi, linci, lupi e ghiottoni: in Europa si registra un aumento delle specie carnivore in libertà, un dato promettente sia per la biodiversità che per le politiche di conservazione. È quanto mostrano le ultime rilevazioni dell’Unione Europea, che confermano l’allontanamento del rischio d’estinzione per le specie in oggetto.

Quasi del tutto assenti per gran parte del ventesimo secolo, a causa delle attività dell’uomo e della caccia, i grandi carnivori dei boschi ritornano a ripopolare il vecchio continente. Risultati positivi si registrerebbero per l’orso bruno, la lince eurasiatica, i lupi grigi e i ghiottoni: la loro distribuzione è in crescita in gran parte dei Paesi Europei, fatta eccezioni per alcune nazioni del resto d’Europa.

Così come rivela il report pubblicato da ADNKronos, la distribuzione degli orsi bruni sarebbe particolarmente promettente. Presenti in 22 paesi, si contano 17.000 esemplari totali. La diffusione non è però pienamente omogenea: mentre nei Carpazi esistono 7.200 orsi, solo una cinquantina abita le Alpi.

Risultati simili anche per i lupi, per un totale di 12.000 quadrupedi presenti in 28 paesi. In quasi tutte le nazioni europee si segna una crescita, fatta eccezione per la Spagna con solo 6 esemplari in vita nel 2012. Buone le speranze anche per le linci, con 9.000 capi in 23 nazioni, mentre i ghiottoni sono in aumento nelle zone scandinave, con 1.250 rappresentanti rilevati.

Il successo della conservazione di queste specie deriverebbe da diversi fattori. Il primo dovuto alle legislazioni volute in Europa che, con la Convenzione di Berna del Consiglio d’Europa, hanno protetto questi animali carnivori dall’azione dell’uomo. Ma anche il modello prescelto avrebbe portato a risultati significativi: anziché confinare queste specie in aree protette lontane dall’uomo stesso, come succede ad esempio nelle riserve africane o statunitensi, si è preferita una strategia della convivenza, anche date le difficoltà geografiche del territorio del Vecchio Continente. Questo tipo d’approccio, oltre a dimostrare la propria efficacia, avrebbe dimostrato come la condivisione degli spazi non rappresenti grandi conseguenze per le popolazioni coinvolte.

17 marzo 2015
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