Una cucciola di orso è stata recuperata il 22 maggio nella zona riguardante lo spazio di protezione del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La piccola, di soli tre chili, vagava per la vegetazione senza il supporto e la protezione della madre, per questo motivo il personale del parco, gli agenti della Forestale e le guardie del Pnalm sono convinti che sia stata avvelenata. Purtroppo da qualche tempo sono state riscontrate situazioni limite legate all’avvelenamento di animali, ultima quella riguardante il rinvenimento della carcassa di un lupo nei pressi della località Prati d’Angro, nel comune di Villavallelonga in provincia dell’Aquila. Lo spazio sinistramente vicino all’area protetta farebbe temere il peggio per la madre stessa.

Poco tempo fa le guardie avevano recuperato i cadaveri di una decina di volpi, tutte uccise per avvelenamento e da mano ignota. Il timore più grande degli agenti è quello di scoprire anche la madre vittima di una dose letale di veleno, per questo da qualche giorno sul posto sono stati impiegati i cani antiveleno. L’associazione “Salviamo l’Orso” è molto preoccupata in merito, da anni la situazione degli avvelenamenti in zona è in aumento e per questo invoca soluzioni più efficaci. Magari inserendo un sistema di videosorveglianza che possa così prevenire morti inutili, impedendo gesti violenti e crudeli. La mancanza di cura e rispetto nei confronti di questi animali protetti all’interno del parco naturale ha ripercussioni negative sul numero dei presenti, quindi sulla sopravvivenza dei nuclei familiari e di molte specie.

La cucciola di orso per il momento è al sicuro e protetta da sguardi indiscreti all’interno del centro di recupero fauna a Pescasseroli, lo staff e un veterinario si occupano quotidianamente di lei e del suo benessere facendole riguadagnare peso e serenità. Per evitare che si abitui al contatto umano i presenti si travestono da orso, nutrendola senza spaventarla. Nel frattempo non si interrompono le ricerche della madre, nella speranza sia ancora viva così da ricongiungerla con la figlia. Il presidente del Parco nazionale Antonio Carrara sta vagliando con la struttura l’ipotesi del reinserimento in natura:

Stiamo esaminando bene la situazione e non vogliamo rinunciare all’ipotesi di rimetterla in libertà, anche se le possibilità di successo non sono molte.

28 maggio 2015
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